"Roggero lavora tutto il giorno e abbiamo tutta la determinazione per essere vicini a lui e alla sua famiglia, anche quando magari i riflettori si spengono e la gente è in vacanza". Così il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, in un punto stampa al termine della visita al carcere di Bollate dove sta scontando la pena Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori. "Sta affrontando decine di migliaia di euro di spese legali, quindi cercheremo anche nel concreto di stargli vicino e di chiedere agli italiani di dare una mano", ha aggiunto Salvini, rivelando che Roggero "ci ha chiesto di andare avanti sulla norma che eviterà in futuro risarcimenti danni ai perenti di ladri e rapinatori, perché risarcire le famiglie di qualcuno che va a rapinare un onesto lavoratore è qualcosa di impensabile. Non è morale e non e giusto. Mi auguro che il Parlamento, alla ripresa, si unisca tutto, maggioranza e opposizione, in una norma di civiltà".
Nell'incontro col gioielliere il titolare del Mit ha poi spiegato di aver parlato "di quello che fanno i nipoti e le figlie, di quello che fa lui, che esce la mattina e rientra la sera perché si occupa della biblioteca. Reagisce bene, ormai sono tre settimane, riempie il tempo. Di salute sta bene, ovviamente dopo 72 anni è il primo ferragosto che passerà a pranzo con i compagni di cella. L'importante è avere la testa piena di cose da fare, gli ho suggerito di mettere per iscritto la sua esperienza fuori e dentro. Io sono in contatto con la moglie, ci scambiamo reciproche riflessioni. Cerco di esserci, al di là di accompagnare le norme che interessano a Mario, se riesco anche settimana prossima torno ad aggiornarmi su quello che ha fatto". Infine Salvini ha evidenziato che non si è discusso della grazia: "Non ho detto nulla io, non ha detto nulla lui. Profilo assolutamente basso, riconoscimento della condanna che c'è. Poi chiunque farà le sue valutazioni nei modi e nei tempi che riterrà, non c'è nessuna pressione. Il nostro impegno è che esca il prima possibile, la condanna si può scontare o in carcere o ai domiciliari. Cerchiamo di fare il possibile".