Ultimo saluto a don Antonio Mazzi nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano. Per il funerale del fondatore della comunità Exodus, morto venerdì all'età di 96 anni, una chiesa piena di amici, collaboratori ed ex ospiti della comunità. Tra le autorità presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e don Luigi Ciotti. "Ha fatto davvero un grande percorso educativo. È stata la testimonianza cristiana che ha portato, evangelica, ma anche la testimonianza civile", ha detto il fondatore di "Libera". "Tre parole sono fondamentali nel Vangelo: speranza, giustizia, accoglienza. Lui ha testimoniato questo con Exodus", ha aggiunto. E ricordando il lungo rapporto di amicizia con il fondatore della comunità ha detto: "Nell'arco di questi anni abbiamo imparato che Dio non abita nei tabernacoli d'oro, dobbiamo cercarlo nelle strade dove la gente lotta per sopravvivere".
"La preghiera del ciao" - Alla conclusione dei funerali sono stati distribuiti ai presenti dei volantini con quello che il sacerdote aveva definito il suo testamento spirituale: la "preghiera del ciao". "Il ciao è leggero come un bacio. Il ciao è dolce come un cioccolatino. Il ciao è fraterno come un abbraccio. Il ciao è travolgente come un sorriso", si legge nel testo, che si conclude con le parole: "Il ciao lo voglio scritto sulla mia tomba perché dice, con quattro lettere, chi sono, cosa ho fatto e cosa farò. Signore, ciao!".
All'uscita del feretro dalla basilica, accompagnato da un lungo applauso, molte delle persone presenti hanno scandito in coro "Don Mazzi, Don Mazzi", mentre dagli altoparlanti risuonavano le note di "Io vagabondo" dei Nomadi.