Un'opera tra i filari

Fiasconaro celebra la Festa delle Rose 2026: arte e cultura tra i filari a Castelbuono

Alla Tenuta Monaci la nuova installazione di Land Art "The Scaring Rose" celebra l'incontro tra paesaggio e creatività contemporanea

La Festa delle Rose 2026 si è conclusa a Castelbuono, nel Palermitano, con la presentazione di "The Scaring Rose", nuova installazione di Land Art realizzata alla Tenuta Piano Monaci della famiglia Fiasconaro. L'opera, ispirata alla forma della rosa, è nata dal lavoro condiviso di studenti internazionali dell'Università di Palermo provenienti da Iran, Stati Uniti, Cina, Nepal, Tunisia e Venezuela che hanno lavorato fianco a fianco alla costruzione di una struttura astratta ispirata alla forma della rosa. 

Tra i filari della tenuta, giovani studenti hanno collaborato alla creazione di una struttura che richiama la tradizione agricola locale e il ruolo simbolico della rosa come elemento di protezione della vigna. Un progetto che ha trasformato il paesaggio in uno spazio di incontro e confronto tra culture. Protagoniste assolute dell'evento sono rimaste le rose della tenuta, con centinaia di varietà che hanno trasformato Piano Monaci in un percorso di colori, profumi e biodiversità nel cuore delle Madonie.

La tenuta ospita anche Le Radici, monumentale scultura realizzata dallo scultore ed ebanista Vito Obole insieme a Leonardo Sferruzza, composta da radici di ulivo, quercia e faggio recuperate e intrecciate manualmente fino a ricreare la forma degli iconici bignè. Completa il racconto creativo Uovo Cosmico, installazione che richiama l'idea di casa, protezione e rinascita. L'opera nasce come evoluzione della ricerca artistica avviata con Needo, progetto realizzato da Nicola Fiasconaro insieme all'artista Stefania Cordone a partire da un palo della luce in disuso, simbolo del rinnovato rapporto tra uomo e natura.

Accanto al percorso artistico, la Festa delle Rose continua a valorizzare il patrimonio naturalistico della Tenuta, custode di uno straordinario ecosistema dove biodiversità, cultura del paesaggio e tradizione agricola convivono armoniosamente.