Esclusiva Tgcom24

Rapina in banca a Napoli, sui biglietti le disperate richieste di aiuto degli ostaggi in mano ai banditi: "Non c'è ossigeno, fate presto"

Intanto si va delineando l'identikit dei componenti della banda del buco: napoletani, professionisti ed esperti del sottosuolo

"Fate presto, stiamo senza ossigeno". La grafia è tremante, frettolosa e trasmette tutta l'ansia di quei momenti: i 25 ostaggi rimasti in mano ai rapinatori, che giovedì sono entrati nella filiale napoletana di Crédit Agricole, hanno affidato a dei biglietti scritti a mano la loro disperata richiesta d'aiuto. Messaggi indirizzati probabilmente ai passanti che hanno assistito alla scena dalle vetrate della sede bancaria. Nel frattempo si va a delineare l'identikit di chi ha messo a segno il colpo che ha scomodato varie pellicole campioni di incassi: napoletani, professionisti ed esperti del sottosuolo. Questi sarebbero i membri della banda del buco, almeno secondo i primi accertamenti degli investigatori che stanno passando al setaccio ogni elemento che possa aiutarli a rintracciare gli autori del colpo. 

Caccia agli esperti del settore -

 Chi indaga sta anche passando al setaccio i nomi degli 'esperti' già noti alle cronache giudiziarie, campani e non. Si attendono, inoltre, gli esiti dei rilievi sul mini-generatore e sugli attrezzi da scasso recuperati nel sottosuolo. Un piano di cui continua ad emergere l'accuratezza, anche nei dettagli: come l'aver sigillato i tombini vicini alla filiale in modo da rallentare un eventuale accesso delle forze dell'ordine.

La pista delle cassette meno protette -

 E tiene banco ai fini delle indagini il nodo della diversa protezione delle cassette di sicurezza che ha reso più facile il colpo. Oltre mille quelle custodite nel caveau con un distinguo tra quelle dei clienti della filiale e quelle arrivate da circa un paio di anni dalla vicina agenzia di via Scarlatti (circa 300) dopo la sua chiusura. Una disparità di trattamento denunciata da più di un cliente nel tempo e che esponeva queste cassette meno protette alla vista di chiunque - tra i circa 6000 correntisti della filiale - avesse accesso al caveau. Accessi che vengono segnati in un registro che potrebbe essere presto acquisito dagli inquirenti a caccia di profili sospetti tra i visitatori.

Queste cassette, infatti, erano a vista e non all'interno degli armadi blindati. Chi si è intrufolato in filiale lo sapeva. Sarebbero circa 120 alla fine - secondo indiscrezioni che non trovano conferme ufficiali - le cassette scardinate dai banditi. Di queste una quarantina quelle i cui titolari hanno denunciato la razzia del contenuto, ma si tratta di un numero destinato a salire e che sarà definitivo solo quando tutti i titolari di cassetta si saranno presentati in banca per constatare il danno subito. La banca, infatti, non conosce il contenuto della cassetta data in affitto né se resti vuota in attesa di depositi successivi. Lunedì la filiale riapre, provando a tornare alla normalità. O quasi.

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