L'Università di Messina ricorda le sue studentesse vittime di femminicidio Lorena Quaranta e Sara Campanella, morte rispettivamente sei e un anno fa. La rettrice, Giovanna Spatari, e una rappresentanza di studenti dell'ateneo hanno deposto un cestino di fiori ai piedi della scultura posta nel cortile intitolato alle due giovani. "Due vite spezzate, due storie spezzate, una stessa data le unisce nel ricordo e nel dolore. 31 marzo 2020. Lorena Quaranta aveva scelto di curare gli altri. Era a un passo dal diventare medico quando la sua vita è stata interrotta. 31 marzo 2025. Sara Campanella aveva 22 anni, sogni ancora da scrivere e una lezione appena conclusa. Poche ore dopo, il silenzio. Un futuro annientato. Le loro storie - si legge sulla pagina Facebook dell'Università di Messina - attraversano la nostra comunità accademica e la interrogano profondamente. Perché l'Università è, prima di tutto, uno spazio di vita, di futuro, di libertà. Oggi le ricordiamo per quello che erano, per quello che sarebbero diventate. Il loro ricordo non è solo commemorazione, ma impegno concreto. Un impegno che riguarda tutti. Per una cultura che sappia promuovere il rispetto, riconoscere, prevenire e contrastare ogni forma di violenza. Per Lorena. Per Sara. Per tutte. UniMe non dimentica".
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L'Università di Messina ricorda Lorena Quaranta e Sara Campanella nell'anniversario dei loro femminicidi
La rettrice, Giovanna Spatari, e una rappresentanza di studenti dell'ateneo hanno deposto un cestino di fiori ai piedi della scultura posta nel cortile intitolato alle due giovani
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