prima personale bolognese dell'artista partenopeo

"The Touch of Vision": Nello Petrucci porta a Bologna il verbo dell’amore

Alla galleria Portanova12 una mostra catartica che intreccia arte urbana, memoria emotiva e partecipazione collettiva

La galleria Portanova12 di Bologna accoglie "The Touch of Vision", la prima personale bolognese del poliedrico street artist e filmmaker partenopeo Nello Petrucci. La mostra si inserisce nel vivo del programma di ART CITY e accompagna l'anteprima di Arte Fiera, proponendo un percorso espositivo che invita a riscoprire l'essenza dell’incontro umano attraverso un linguaggio guidato dall'amore.

Pensata come un gesto poetico e necessario in un presente segnato da conflitti, divisioni e smarrimento, la mostra nasce dall'urgenza dell’artista di diffondere ciò che chiama il “verbo dell’amore”. Una spinta intima e sociale che si traduce in una riflessione sulla nostra capacità di tornare a un’autentica intelligenza emotiva, recuperando il valore del legame con l'altro.

Il progetto si apre "fuori e dentro porta", con una serie di affissioni urbane che trasformano lo spazio pubblico in un coro visivo: manifesti in 26 lingue differenti riportano la frase "Più amore, per favore", un messaggio semplice e diretto, quasi infantile nella sua immediatezza, ma proprio per questo universale. Un invito a riconsiderare con sguardo positivo le relazioni umane, per stimolare uno slancio culturale profondo che rimetta al centro ciò che ci rende davvero umani. All'interno della galleria, Petrucci presenta un'installazione fragile e intima: una costellazione di carte, parole, immagini e tracce emotive sospese in un liquido puro, come reliquie contemporanee.

Ogni frammento è parte di un archivio emotivo del presente, un insieme di ricordi e percezioni che, uniti, costruiscono un orizzonte mosso dall’amore per la vita. È uno spazio pensato per fermarsi, respirare, riflettere e ripartire. Un luogo dove rimettere in circolo il cuore, illuminati dal "Tocco della Visione".

Con "The Touch of Vision", Nello Petrucci propone un ritorno all’essenziale: ridare peso alle parole, ascoltarne la vibrazione e ritrovare una frequenza capace di attivare nuove forme di umanità. Un flusso vitale che riconosce nell’arte un processo esistenziale e un atto creativo continuo.