dopo il grande successo a milano

Jack Vettriano, il pittore delle emozioni sospese: a Roma la mostra che celebra un mito popolare

Dal 12 febbraio al 5 luglio Palazzo Velli ospita oltre 80 opere per raccontare la vita romanzesca e il successo dell’artista che ha conquistato il pubblico contro il parere della critica

Dopo il grande successo al Museo della Permanente a Milano, anche Roma rende omaggio a Jack Vettriano (1951-2025), il pittore scozzese che ha trasformato atmosfere cinematografiche, sensualità velata e malinconia in un linguaggio immediatamente riconoscibile, capace di parlare a milioni di persone. Dal 12 febbraio al 5 luglio 2026, Palazzo Velli ospita una vasta retrospettiva dedicata all’artista, scomparso lo scorso anno, una figura amatissima in Italia e all'estero nonostante la diffidenza della critica ufficiale.

Curata da Francesca Bogliolo e organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini, in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, la mostra riunisce oltre 80 opere. Tra queste figurano dieci olii su tela, un nucleo di lavori unici su carta museale, una selezione di fotografie realizzate nel suo studio da Francesco Guidicini, ritrattista del "Sunday Times" e autore esposto alla National Portrait Gallery di Londra, oltre a un video in cui Vettriano racconta la propria evoluzione artistica.

Una biografia da romanzo vittoriano - La vita di Vettriano – nato come Jack Hoggan nella contea di Fife, regione mineraria della costa scozzese – sembra uscita dalle pagine di Dickens. Figlio di una famiglia legata all'estrazione del carbone, lavora già da bambino per contribuire al bilancio domestico e lascia la scuola a 16 anni per diventare apprendista tecnico minerario.
La pittura entra nella sua vita come un dono: a 21 anni riceve in regalo una scatola di acquerelli e inizia a dipingere da autodidatta, studiando senza sosta gli antichi maestri, l’Impressionismo, il Surrealismo e la pittura scozzese.
Il vero debutto nel mondo dell’arte arriva solo nel 1988, quando presenta due dipinti all’Annual Exhibition della Royal Scottish Academy di Edimburgo: entrambi vengono venduti nel primo giorno, aprendo a Vettriano le porte delle gallerie professionali. Poco dopo adotta il cognome d’arte Vettriano, derivato da quello della madre, di origini italiane (Belmonte Castello, Frosinone).

Il successo planetario e il mito popolare - Sebbene la critica lo abbia spesso bollato come illustratore, accusandolo di un'estetica troppo "leggera", Vettriano conquista negli anni un pubblico vastissimo. Le sue tele, intrise di riferimenti a Hopper, alle atmosfere noir, all'immaginario cinematografico e alle affiches d’epoca, raccontano amori inquieti, stanze d'albergo cariche di tensione emotiva, sale da ballo illuminate da luci taglienti, uomini eleganti e donne magnetiche.
Il successo più clamoroso arriva nel 2004, quando "The Singing Butler" – probabilmente il suo dipinto più iconico – viene battuto da Sotheby’s per quasi 750.000 sterline. Nello stesso anno la Regina Elisabetta II lo nomina OBE (Ordine dell'Impero Britannico) per i servizi alle arti visive, consacrandolo come una delle figure più popolari della pittura contemporanea britannica.

Dalle gallerie internazionali alle retrospettive record - Tra gli anni ’90 e 2000 Vettriano espone a Londra, Edimburgo, Hong Kong e New York, e annovera tra i suoi collezionisti personalità come Jack Nicholson, sir Alex Fergusson e sir Tim Rice.
Nel 2013, la retrospettiva al Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow attira 123.300 visitatori, superando un primato rimasto imbattuto dalla mostra dedicata a Van Gogh nel 1948. Negli anni successivi dipinge ritratti celebri – tra cui quelli del comico Billy Connolly – e fonda una casa editrice e una galleria, Heartbreak.
La sua ultima importante mostra in vita, The Early Years Exhibition (2022), alle Kirkcaldy Galleries, presenta anche i primi lavori firmati col suo nome di nascita, Jack Hoggan. Vettriano muore a Nizza nel 2025.

Una mostra per riscoprire un artista amato dal pubblico - La retrospettiva di Palazzo Velli offre l’occasione per ripercorrere una carriera singolare, segnata da una determinazione rara e da un rapporto privilegiato con il pubblico. Un racconto visivo fatto di mistero, eleganza e desiderio, che conferma come Vettriano sia stato – e continui a essere – un pittore capace di trasformare la vita quotidiana in un set da film.