A Sanremo non solo le più belle voci del panorama musicale italiano, ma anche quella coraggiosa dei padri separati dai figli dopo una separazione per "pregiudizio o possibilità di conflitto (tra coniugi) o "probabilità" di inadeguatezza. Bimbi che poi vengono trasferiti nelle Case-famiglia, strutture ormai diventate un business da 2 miliardi di euro all'anno. Dalle 10 del mattino del 18 febbraio, infatti, un corteo ha manifestato nella città ligure. Non solo i papà ma anche le donne hanno espresso il loro messaggio di solidarietà indossando magliette bianche con un grande cuore e la scritta "Papà c'è". La manifestazione è stata organizzata dalla scrittrice Sheyla Bobba, nota per i suoi impegni nel campo del sociale da anni, e Antonella Flati, anch'essa dedita alle problematiche dei bambini e collaboratrice di diverse associazioni. I dimostranti hanno distribuito volanti e srotolato i loro striscione per dare risalto a un tema solitamente bisfrattato dai media, proprio nella cornice del Festival. Secondo l'organizzatrice invece bisognerebbe porre l'accento su una questione così delicata. "Siamo ad un punto di rottura totale - dice -, ormai la situazione è fuori controllo, le statistiche riportano numeri spaventosi, sia sulle problematiche che 4 milioni di padri si trovano a vivere arrivando sino all'indigenza, combattendo ogni giorno contro false denunce e ostilità, sia per i bambini vittime di Pas (Sindrome da alienazione genitoriale), violenze d'ogni genere e totale disorientamento ritrovandosi a vivere condizioni di stress e somatizzazioni così grandi da divenire poi degli adulti psicosomatici gravi, le conseguenze sociali sono inimmaginabili".
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Sanremo, la voce dei padri separati dai figli
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