Ne abbiamo sentito parlare anche di recente, ad esempio dopo il ricovero del Papa perché i germi e batteri che stanno attaccando i suoi polmoni potrebbero "passare" nel sangue e degenerare in una sepsi. Ma che cos’è la sepsi? Si tratta di una condizione clinica grave, e spesso sottovalutata, che può mettere in pericolo la vita di chi ne viene colpito. In termini semplici, la sepsi è una risposta infiammatoria dell’organismo a un’infezione. Quando i batteri, i virus o i funghi entrano nel circolo sanguigno e l’organismo reagisce in modo eccessivo, può verificarsi uno stato settico che necessita di un intervento medico immediato.
Come si contrae
La sepsi può insorgere a partire da un’infezione in qualsiasi parte del corpo, anche piccola, se questa non viene adeguatamente trattata o se il sistema immunitario della persona è indebolito. Le porte d’ingresso più comuni includono:
- Ferite aperte: tagli, ustioni o lesioni non disinfettate.
- Apparato respiratorio: infezioni polmonari come la polmonite.
- Vie urinarie: cistiti o altre infezioni urologiche.
- Apparato gastrointestinale: infezioni intestinali o post-operatorie.
La presenza di batteri, virus o funghi può scatenare un processo infiammatorio che, se non adeguatamente riconosciuto e contrastato, può portare a insufficienze d’organo multiple.
Come combatterla
La prevenzione è il primo passo per ridurre il rischio di sviluppare la sepsi. Mantenere uno stile di vita sano, con un sistema immunitario efficiente, e seguire adeguate norme igieniche (come lavarsi spesso le mani e disinfettare le ferite) sono abitudini fondamentali.
Una volta che si sospetta la sepsi, è cruciale agire tempestivamente:
- Diagnosi precoce: esami del sangue e altri test diagnostici possono rivelare la presenza di un’infezione e i livelli di infiammazione.
- Terapia antibiotica: nel caso di sepsi di origine batterica, gli antibiotici mirati sono la prima linea di difesa.
- Supporto delle funzioni vitali: in ambiente ospedaliero, possono essere necessarie terapie di supporto come fluidi endovenosi, ossigenoterapia o, nei casi più critici, il ricovero in terapia intensiva.
- Controllo dell’infezione: eliminare la fonte dell’infezione (per esempio drenando un ascesso) è essenziale per evitare complicazioni ulteriori.
Importanza della consapevolezza
Spesso la sepsi viene confusa con altre patologie, ma i sintomi – come febbre elevata, tachicardia, respirazione difficoltosa e stato confusionale – meritano la massima attenzione. Comprendere cos’è la sepsi e riconoscere i segnali d’allarme aiuta a proteggere la propria salute e a intervenire rapidamente, aumentando le possibilità di guarigione. Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento tempestivo restano le armi più efficaci contro la sepsi. Rimanere informati su questa condizione può fare la differenza tra una rapida ripresa e una potenziale emergenza medica.