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Ultimo aggiornamento: 23 giorni fa
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Gaza, rilasciati tre ostaggi israeliani e cinque thailandesi | Hamas: liberati 110 prigionieri palestinesi tra cui 30 minorenni

Giornata di scambi, ma anche di tensioni. Ira del governo di Tel Aviv per il caos e la folla in cui sono state liberate le soldatesse: "Immagini sconvolgenti"

di Redazione online

La guerra in Medioriente tra Israele e Hamas e che coinvolge Libano, Siria e Iran, è giunta al giorno 482. Giornata di scambi, come previsto dall'accordo di cessate il fuoco, ma anche di tensioni. Hamas ha liberato a Khan Younis tre ostaggi israeliani e 5 thailandesi. Il governo di Tel Aviv si è infuriato per il caos e la ressa in mezzo alle quali sono avvenute le liberazioni. Le immagini rilanciate dalle tv mostrano la ressa di miliziani e civili intorno al convoglio, urla e fischi: il premier israeliano Netanyahu le ha definite "immagini sconvolgenti". Dopo un iniziale stop, è avvenuto anche il rilascio dei detenuti palestinesi, come confermato da Hamas: si tratta di 110 prigionieri, tra i quali 30 minorenni. "Per ricostruire Gaza ci vorranno dai 10 ai 15 anni", ha detto l'inviato in Medioriente di Donald Trump, Steve Witkoff, in un'intervista ad Axios rilasciata al termine della sua missione.

Donald Trump si è detto sicuro che Egitto e Giordania accoglieranno i cittadini di Gaza: "Lo faranno", ha assicurato nello Studio Ovale, dove ha firmato alcuni ordini esecutivi. Il Cairo e Amman hanno respinto invece finora questa ipotesi.

Ahmad Sharaa, autoproclamato "presidente della Repubblica siriana" anche noto come Jolani, ha tenuto stasera un discorso alla nazione, il primo da quando ha preso il potere l'8 dicembre. Nel suo discorso, durato pochi minuti, Sharaa ha ribadito la volontà di coinvolgere "tutti i siriani" nella "costruzione della nuova Siria" attraverso una fitta agenda politica e istituzionale che prevede la ristrutturazione delle istituzioni statali, la riscrittura della costituzione, il ripristino della sovranità territoriale del Paese.

Per ricostruire Gaza ci vorranno dai 10 ai 15 anni. Lo ha detto l'inviato in Medioriente di Donald Trump, Steve Witkoff, in un'intervista ad Axios rilasciata al termine della sua missione. "La cosa dalla quale non si può sfuggire è che non è rimasto quasi nulla di Gaza", ha detto Witkoff. "La gente si sta spostando verso nord per tornare alle proprie case e vedere cosa è successo, poi si gira e se ne va... non c'è acqua né elettricità. È incredibile quanti danni siano stati fatti lì", ha detto ancora Witkoff. Witkoff ha spiegato di non aver discusso con Trump l'idea di spostare i palestinesi da Gaza. Ma da quanto ha potuto verificare durante la sua visita nella Striscia, Gaza è "inabitabile". "Non è rimasto niente in piedi. Molti ordigni inesplosi. Non è sicuro camminare lì. È molto pericoloso", ha detto nell'intervista l'inviato del presidente Usa.

L'Onu insiste che l'Unrwa continuerà a lavorare in tutti i territori palestinesi, nonostante l'entrata in vigore oggi della nuova legge israeliana. "Continuano a fornire i loro aiuti e servizi alle comunità che assistono. Le cliniche Unrwa in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, sono aperte. E le operazioni umanitarie a Gaza continuano", ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, specificando che i dipendenti stranieri dell'agenzia in Israele avevano ha lasciato il Paese.

Il movimento islamista palestinese Hamas ha confermato oggi la morte di Mohammed Deif, comandante dell'ala militare del gruppo, le Brigate al Qassam. Lo scorso agosto, le Forze di difesa di Israele avevano annunciato di aver ucciso Deif in un bombardamento effettuato a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, nel precedente mese di luglio, insieme al vice comandante militare Marwan Issa. Secondo le forze israeliane, Deif era uno degli ideatori dell'attacco del 7 ottobre 2023 contro lo Stato ebraico.

Sono stati rilasciati dalla polizia israeliana Luisa Morgantini, 84 anni, ex vicepresidente dell'Europarlamento e nota attivista italiana, e il giornalista del Sole 24ore Roberto Bongiorni, fermati stamane a Tuba (a sud di Hebron), perché sarebbero entrati in una "zona militare". Entrambi sono stati portati alla stazione di polizia della colonia di Kiryat Arba per essere poi rilasciati grazie all'intervento della ambasciata d'Italia a Tel Aviv e del Consolato a Gerusalemme. Lo fa sapere la Farnesina.

Due autobus con a bordo i palestinesi liberati da Israele sono arrivati a Ramallah tra gli applausi. Lo hanno constatato i giornalisti sul posto.

Un totale di 110 prigionieri palestinesi, tra cui 30 minorenni, è stato rilasciato da Israele. L'ha dichiarato il movimento palestinese Hamas. "La resistenza è riuscita a garantire il rilascio del terzo gruppo", ha affermato il movimento radicale islamico al potere a Gaza. "Il terzo gruppo dell'accordo - continua - include la liberazione di 110 prigionieri, di cui 32 condannati all'ergastolo, 48 a pene di varia durata e 30 minorenni".

Luisa Morgantini, 84 anni, ex vicepresidente dell'Europarlamento e nota attivista italiana, è stata fermata dalla polizia israeliana a Tuba, a sud di Hebron, perché sarebbe entrata in una "zona militare". Fermato anche un giornalista del Sole 24ore, Roberto Bongiorni, che era con lei. Entrambi sono stati portati alla stazione di polizia della colonia di Kiryat Arba. Dovrebbero essere presto rilasciati - secondo quanto si apprende da fonti della Farnesina - anche grazie all'intervento della ambasciata d'Italia a Tel Aviv e del Consolato a Gerusalemme.

Israele, dopo il ritardo che ha fatto seguito alle contestate modalità della liberazione dei prigionieri da parte di Hamas, ha iniziato le procedure per il rilascio dei detenuti palestinesi come siglato nell'accordo per il cessate il fuoco. Il convoglio ha lasciato la prigione di Ofer. 

Fonti israeliane hanno confermato che è stato raggiunto un accordo riguardo al rilascio dei detenuti palestinesi previsto per oggi nello scambio con gli ostaggi e ritardato dal premier Netanyahu per le immagini da Gaza. Lo riferisce Ynet aggiungendo che le scarcerazioni dovrebbero avvenire nelle prossime ore. 

"Siamo felici ed emozionati per il ritorno di Agam, Arbel e Gadi, ma le immagini scioccanti da Gaza sottolineano che non si tratta di una vittoria assoluta, bensì di un fallimento totale di Israele, con un accordo sconsiderato senza precedenti": lo ha detto l'ex ministro e deputato di ultradestra Itamar Ben Gvir. Secondo Ben Gvir, "il governo avrebbe potuto fermare gli assetati di sangue che ora tentano di linciare i nostri ostaggi bloccando gli aiuti e schiacciandoli militarmente fino a costringerli a implorare il rilascio dei nostri prigionieri, ma ha scelto la via della resa ai mostri umani".

I servizi segreti turchi (Mit) hanno ottenuto il rilascio dei 5 ostaggi thailandesi liberati oggi a Gaza, grazie al lavoro diplomatico portato avanti con Hamas. Lo riferisce l'agenzia turca Anadolu. Ieri una delegazione di leader di Hamas ha incontrato ad Ankara il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, insieme al capo dell'intelligence, Ibrahim Kalin, e al ministro degli Esteri, Hakan Fidan, ex capo dei servizi segreti.

Una fonte della sicurezza israeliana riferisce che sono stati ricevuti "ordini di livello politico" di ritardare il convoglio di detenuti palestinesi rilasciati dalla prigione di Ofer. La decisione è stata presa in seguito al trattamento "scioccante degli ostaggi a Khan Younis". Gli autobus con i detenuti sono inizialmente rimasti fermi sul posto, poi sono tornati indietro verso il penitenziario.

Israele ha reso noti i nomi dei cinque ostaggi civili thailandesi liberati da Hamas insieme agli israeliani. Si tratta di Thenna Pongsak, Sathian Suwannakham, Sriaoun Watchara, Seathao Bannawat e Rumnao Surasak, rapiti il 7 ottobre mentre lavoravano come braccianti. C'è un altro ostaggio thailandese che Israele ritiene ancora vivo: Pinta Nattapong. Altri due ostaggi thailandesi, Sudthisak Rinthalak e Sonthaya Oakkharasri, sono stati invece dichiarati morti dallo Stato ebraico e i loro corpi si troverebbero nella Striscia di Gaza.

"Vedo con grande gravità le immagini sconvolgenti durante il rilascio dei nostri rapiti. Questa è un'ulteriore prova della crudeltà impensabile dell'organizzazione terroristica Hamas. Esigo che i mediatori assicurino che immagini simili non si ripetano e garantiscano la sicurezza degli ostaggi. Chiunque osi fare del male ai nostri rapiti, avrà la sua punizione". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. 

I due ostaggi israeliani, Arbel Yehoud e Gadi Mozes, e i cinque thailandesi sono stati consegnati alla Croce Rossa. Lo riferiscono l'esercito e lo Shin Bet. I sette rapiti vengono ora portati al punto di incontro con l'esercito israeliano dentro la Striscia di Gaza.

L'inviato Usa per il Medioriente Steve Witkoff ha raggiunto piazza degli ostaggi a Tel Aviv, mentre Arbel Yehud e Gadi Moses sono stati consegnati alla Croce Rossa a Khan Yunis. La folla lo applaude e grida "grazie".

Israele ha inviato ai mediatori del Qatar un messaggio furibondo per le modalità del rilascio di Arbel Yehud e Gadi Moses, costretti a muoversi schiacciati dalla folla e nel caos prima di essere consegnati alla Croce Rossa, definendo i filmati arrivati dal Khan Younis "immagini dell'orrore". Lo riferiscono i media israeliani.

Gli ostaggi israeliani Arbel Yehud, 29 anni, e Gadi Moses, 80, sono stati consegnati da Hamas alla Croce Rossa. Le immagini trasmesse da al Jazeera mostrano il volto terrorizzato di Arbel mentre riesce a camminare a malapena a causa della folla eccezionale che preme sul cordone di terroristi che la protegge nel passaggio verso i veicoli della Croce rossa. 

Gli ostaggi israeliani (Arbel Yehud e Gadi Moses) e thailandesi sono usciti dai veicoli della Jihad islamica palestinese al punto d'incontro a Khan Younis nel sud di Gaza, vicino alle macerie della casa di Yahya Sinwar, il leader di Hamas ucciso in ottobre dall'esercito. Le immagini rilanciate dalle tv mostrano la ressa di miliziani e civili intorno al convoglio, urla, fischi. 

"Per la prima volta dal cessate del fuoco, Hezbollah ha lanciato un drone verso su Israele, che è stato abbattuto", ha riferito il portavoce dell'Idf. "L'Idf non permetterà ad Hezbollah di condurre attività terroristiche dal Libano e agirà per eliminare qualsiasi minaccia contro lo Stato di Israele e i suoi cittadini", ha detto. 

La soldatessa Agam Berger rilasciata dai terroristi nel nord di Gaza è entrata in territorio israeliano dopo 482 giorni in cattività. Lo riferisce l'Idf.

Il movimento islamista palestinese Hamas ha consegnato Agam Berger, detenuta come ostaggio nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, alla Croce rossa nel campo di Jabalia. Lo ha riferito l'emittente panaraba di proprieta' qatariota "Al Jazeera", precisando che Berger, vestita con un'uniforme militare, e' stata scortata da combattenti palestinesi tra le macerie di un edificio distrutto nel campo, e' salita su un palco dove ha salutato la folla, prima di salire su un'auto della Croce rossa.

I punti d'incontro scelti da Hamas per il rilascio degli ostaggi israeliani e thailandesi sono 3, vicino alla casa di Sinwar a Khan Yunis, a Beit Lahia e a Jabalia: nei punti d'incontro, come si vede dalle immagini trasmesse da Gaza, stanno confluendo terroristi armati e a volto coperto e civili. I miliziani riprendono e fotografano le scene, i comandanti, la folla che si sta raccogliendo. A Gaza si sta ripetendo il rilascio-spettacolo già visto sabato scorso quando sono state rilasciate quattro soldatesse.

La Jihad islamica ha pubblicato un video degli ostaggi israeliani Arbel Yehoud e Gadi Moses che si abbracciano. L'organizzazione sostiene sia stato girato durante i preparativi per la loro liberazione dalla prigionia di oggi. Lo riporta Haaretz.

La Mezzaluna Rossa palestinese ha dichiarato che un attacco di droni israeliani in un villaggio della Cisgiordania ha ucciso almeno sette persone. "Un attacco israeliano nel villaggio di Tamun, nel nord della Cisgiordania, ha ucciso sette persone", ha dichiarato il gruppo in un comunicato. Il ministero della Sanità palestinese ha confermato il bilancio, mentre l'esercito israeliano ha dichiarato all'Afp di aver colpito "una cellula armata" nella zona.

Oggi Israele è pronta a rilasciare 110 prigionieri palestinesi in cambio di tre ostaggi israeliani: il soldato Agam Berger e i civili Arbel Yehoud e Gadi Mozes. Lo riferiscono i media locali. Tra i prigionieri da rilasciare ci sono i noti terroristi Zakaria Zubeidi, Mahmoud Atallah e Ahmed Barghouti, secondo diversi resoconti dei media.