
Oltre a una studentessa di Liegi e alcuni suoi amici, ci sarebbero "anche altri due giovani inglesi" tra le vittime delle aggressioni di Capodanno in Piazza Duomo a Milano. A rivelarlo è la testata belga Sudinfo, nel giorno in cui la studentessa è stata interrogata. I due inglesi sono "una ragazza e il suo compagno, che avevano incontrato i sei giovani di Liegi a Milano, nel pomeriggio del 31 dicembre, e avevano simpatizzato con loro. La coppia si è presentata presso un commissariato di polizia e ha sporto denuncia", scrive la testata francofona belga.La procura di Milano indaga su almeno 5 casi di presunti abusi sessuali.
Un'italiana pronta a denunciare -
Anche una donna italiana si è detta pronta a denunciare, mentre si indaga pure su un altro caso che riguarderebbe un'italiana che era col compagno. Un altro episodio riguarderebbe una sudamericana, da identificare, e infine si indaga sul caso di una coppia di inglesi, quelli, appunto, di cui parla la testata belga Sudinfo.
I casi specifici -
Dunque non sarebbe isolato il caso della 20enne Laura Barbier, la studentessa di Liegi, in Belgio, che ha denunciato di essere stata accerchiata da 30-40 uomini arrivando a temere di "morire" e che è stata sentita: anche una ragazza lombarda ha fatto sapere agli investigatori di essere pronta anche a lei a sporgere formale querela come vittima delle molestie di Capodanno. La procura indaga inoltre sul caso di una donna inglese - riportata dalla stampa belga -, di una coppia di Reggio Emilia che avrebbe subito palpeggiamenti (la donna non avrebbe intenzione di querelare) e una quinta vittima sudamericana, indicata come presente al momento dei fatti. Gli inquirenti hanno fatto un appello a potenziali ulteriori vittime o testimoni oculari di presentarsi alle forze dell'ordine.
Il "taharrush gamea" -
Dall'analisi dei filmati dall'alto si sta facendo strada l'ipotesi del "taharrush gamea", l'espressione araba che indica il fenomeno delle "molestie collettive" come forma di aggressione sessuale di massa a una singola donna. Una pratica documentata per la prima volta in Egitto nel 2005 dalle forze dell'ordine contro le proteste femministe di Piazza Tahir e poi diventato più frequente in varie manifestazioni, come in Germania, a Colonia, durante i festeggiamenti del Capodanno 2015-2016.