PRESENTATO A MONTECITORIO

InSicurezza: arriva alla Camera il docufilm sui rischi a lavoro

Nell’opera di Stefano D’Andrea e Paolo Cirelli, testimonianze e riflessioni su una problematica sempre attuale, come ci ricordano le ultime tragedie di Firenze e Avellino

© Tgcom24

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È stato presentato alla Camera dei Deputati per volontà del Presidente della Commissione lavoro On. Walter Rizzetto e alla presenza, tra gli altri, del direttore dell’Inail e di studenti delle scuole superiori, InSicurezza, docufilm di Stefano D’Andrea, che lo ha scritto e Paolo Cirelli, che lo ha montato. Un prodotto che colpisce nel segno grazie alle straordinarie testimonianze raccolte e al taglio narrativo originale e coinvolgente.

"Ho sempre cercato di raccontare storie semplici di persone normali, perché sono le più preziose", racconta l’autore. E infatti il film della durata di 40 minuti, patrocinato dall'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro e realizzato con il supporto del gruppo Silaq, si dipana, con una cifra a tratti provocatoria, in modo polifonico, intrecciando le voci di vittime, infortunati e parenti, giornalisti, tecnici e professionisti, con l’intento di contribuire a diffondere una più generale cultura della prevenzione, sul lavoro come dovunque, con l’intento di suggerire allo spettatore scenari possibili di comportamenti virtuosi.

Scorrono le immagini, i volti e le parole di chi ogni giorno si impegna in prima fila nei percorsi di formazione sul tema della sicurezza, ma anche di chi ha subito traumi personali o lutti gravissimi; come Ester Intini, uno degli incontri più significativi ed emozionanti di questo docufilm, mamma di un ragazzo che è entrato in fabbrica vivo e ne è uscito morto. Dice D’Andrea che con il suo film ha cercato di mettere al centro gli umani, e lasciare da parte per un momento i numeri e le regole: "Ognuno deve occuparsi in prima persona del proprio benessere, questo ho imparato. Quello che mi preme è che le tragedie degli infortuni sul lavoro non diventino rumore di fondo, un ingrediente come tanti nella dieta mediale che ci propinano i telegiornali; perché non ci si dimentichi che ogni vita rovinata o distrutta non corrisponde a un numero, ma a una persona, esattamente come noi".
 

L'onorevole Rizzetto, nel dibattito che ha seguito la proiezione, ha specificato parti del disegno di legge che sarà presentato a giorni e che propone l’inserimento del tema della sicurezza nelle scuole, con l’obbligo della testimonianza. E poi, da padre, si è consentito di dare un suggerimento ai ragazzi che affrontano il mondo del lavoro: "Detto che noi adulti dobbiamo fare di più e meglio, anche nei controlli, se vedete qualcosa che non vi torna, se un datore di lavoro vi chiede di fare uno sforzo di troppo o di lavorare con un livello di sicurezza che non vi rassicura, trovate la forza di dire di no. È anche da questi piccoli gesti di responsabilità personale che possono avvenire dei cambiamenti strutturali e di lungo periodo". E si è infine augurato che prodotti come questo vengano inseriti nei corsi di formazione specializzata e perfino nelle scuole, il luogo della formazione per eccellenza, impegnandosi a parlarne con il Ministro dell’Istruzione.