Il nuovo album di Gianluigi Trovesi si intitola "Stravaganze Consonanti" ed è pubblicato dalla ECM. Vede la collaborazione tra il grande musicista bergamasco e il violinista barocco e direttore d’orchestra Stefano Montanari. Trovesi è ospite graditissimo di "Jazz Meeting". Scoperto dal grande Franco Cerri, il musicista si è imposto sulla scena italiana e internazionale, grazie a una ricerca andata avanti per decenni, che lo ha portato ad attraversare territori musicali sempre più ampi e non scontati.
Gianluigi, dopo lo splendido “Profumo di Violetta”, uscito diversi anni fa, torni a confrontarti con un’orchestra.
Sì, anche se i due dischi sono diversi, forse ciò che li lega è il voler far dialogare linguaggi musicali differenti. "Profumo di Violetta" era più legato ai miei ricordi del periodo delle bande musicali, che nei paesi suonavano spesso arie dalle più famose opere liriche. “Stravaganze Consonanti", invece, riguarda principalmente il mio interesse per la musica antica. In questo nuovo album ho avuto la fortuna di collaborare con Stefano Montanari che, oltre a essere un grande violinista e direttore d’orchestra, è anche mio genero.
Sei un Jazzista che ha dialogato spesso con realtà della musica barocca, come nel caso del disco su Monteverdi, con Petrin e Maras.
Per anni ho suonato con grande successo, ma anche con personale soddisfazione, in un ensemble specializzato nella musica barocca che si chiama L’Arpeggiata con Cristina Pluhar; quello per la musica barocca è un amore che mi porto dietro da sempre. Io amo quelle che oggi sono definite contaminazioni, uno dei miei punti di riferimento è il pianista John Lewis, che pur essendo un grande jazzista, considerato uno dei padri del Bop, amava molto Bach e riteneva le musiche del compositore di Lipsia troppo belle per non essere suonate, "spostandole" nel territorio del jazz.
Come coniugare l'esigenza di sperimentare e quella di rispettare l'essenza della composizione?
Penso di aver suonato con rispetto nei confronti dei grandi compositori i cui brani sono compresi in "Stravaganze Consonanti". L'unica eccezione è forse quella di “Bergheim” brano che conclude il disco, che insieme a Montanari e agli altri musicisti abbiamo arrangiato in modo molto giocoso. "Stravaganze Consonanti" è stato il pretesto per raccontare una storia in musica.
Cosa accadrà nei prossimi mesi sul fronte concerti?
Suonerò i brani dell'album il prossimo 15 giugno al teatro dal Verme di Milano alle 20:30; a dirigere l'orchestra sarà Stefano Montanari, per il secondo appuntamento della rassegna Panorami Sonori. Per la prima volta presenteremo le composizioni del disco.
In “Stravaganze Consonanti” oltre a Gianluigi Trovesi che suona clarinetto piccolo, clarinetto alto e sassofono alto, troviamo: il violinista barocco e direttore d’orchestra Stefano Montanari, Stefano Rossi al violino, Claudio Andriani alla Viola. Francesco Galligioni al violoncello, Luca Bandini al contrabbasso. Emiliano Rodolfi e Pryska Comploi che suonano l’oboe, Alberto Guerra al bassoon e dulciana, Riccardo Balbinutti alle percussioni, Ivano Zanenghi all’arciliuto, Valeria Montanari che suona il clavicembalo e Fulvio Maras alle percussioni ed agli effetti elettronici. “Stravanganze Consonanti”, registrato alla Sala musicale giardino di Cremona nel 2014, è stato mixato all’Artesuono Studio di Udine.