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Migranti, 20mila profughi sbarcati nel 2023: flusso triplicato rispetto al 2022

L'impennata di arrivi, evidenziano i dati del Viminale, si è concentrata in particolare nei tre giorni 9-11 marzo. Lega: norme del 2005 e direttiva di Salvini non ostacolano salvataggi

Sono 20.017 i migranti sbarcati in Italia quest'anno, più del triplo di quelli registrati nello stesso periodo del 2022 (6.152). L'impennata si è concentrata in particolare nei tre giorni 9-11 marzo, quando sono arrivate ben 4.566 persone. È quanto emerge dai dati forniti dal Viminale. Le nazionalità più rappresentate sono quella ivoriana (2.410), guineana (2.380) e bengalese (1.506). I minori non accompagnati sono 1.965.

Il totale di immigrati inseriti nel sistema di accoglienza è in continua salita: 109.294 al 28 febbraio; erano 76.967 il 28 febbraio del 2022. In un anno c'è stato quindi un aumento di 32.327 ospiti (+42%). La maggior parte dei migranti (74.937) è in centri di accoglienza non gestiti dalla rete Sai, dove vivono invece in 33.244. In 1.113 si trovano negli hotspot.

Sul versante delle domande di protezione internazionale, lo scorso anno ne sono state presentate 77.195, a fronte di 217.735 in Germania, 137.505 in Francia e 116.140 in Spagna. Le domande esaminate sono state invece 52.625: per 27.385 c'è stato il diniego (il 53%), in 6.161 (il 12%) si sono visti riconosciuti lo status di rifugiato, 6.770 (il 13%) sono stati i beneficiari di protezione sussidiaria e 10.865 (il 21%) hanno beneficiato della protezione speciale. Il tasso di protezione è in calo, rispetto al 2021, del 9% per quanto riguarda la protezione internazionale; in crescita protezione speciale (+5%) e dinieghi (+4%).

Dunque, è proprio la protezione speciale la fattispecie più concessa e quella che il governo vuole colpire. L'articolo 7 del decreto Cutro ha infatti cancellato la possibilità di non espellere una persona "qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare". La norma cassata prevedeva che si tenesse conto "della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese".

Quello che è prevedibile è un aumento delle richieste visto l'incremento degli arrivi. I permessi di soggiorno ancora validi rilasciati in base alla normativa sulla protezione speciale sono rinnovati per una sola volta e per un anno.

Lega: norme varate nel 2005 non ostacolano salvataggi  Intanto continua la polemica sui mancati soccorsi che avrebbero portato alla tragedia Cutro. La Lega chiede che cessino le "strumentalizzazioni" e sottolinea come gli accordi firmati nel 2005 e la direttiva del 2019 dell'allora ministro dell'Interno Salvini non riguardino i salvataggi. "L'accordo tecnico-operativo del 2005 firmato dal Prefetto Alessandro Pansa (allora direttore centrale dell'immigrazione e della Polizia di frontiere presso il dipartimento della pubblica sicurezza) e la direttiva del 2019 firmata dall'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini in nessun modo intervengono sul tema della ricerca, soccorso e salvataggio in mare in acque internazionali e men che mai in acque italiane, nell'assoluto ed inderogabile rispetto degli obblighi internazionali di salvaguardia della vita umana", si legge infatti nella nota a firma dei capigruppo della Lega Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

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