IL DELITTO NEL 2011

Iole Tassitani, permesso fuori dal carcere per il killer | La rabbia dei familiari: "Non se lo merita"

Dieci ore di uscita dal carcere per Michele Fusaro, che nel 2011 rapì e uccise, facendola a pezzi, la figlia di un notaio veneto

© Tgcom24

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Aveva rapito e poi ucciso, facendola a pezzi, nel 2011, la 42enne Iole Tassitani, figlia di un notaio di Castelfranco Veneto (Treviso), e ora, dopo aver scontato un terzo della condanna, Michele Fusaro ha ottenuto un permesso di 10 ore di uscita dal carcere. Per la famiglia della vittima si riapre però una ferita che ancora non si è rimarginata: "Lui non se lo meritava".

"Quando ho saputo del permesso premio concesso a Fusaro sono rimasto senza parole - ha detto l'avvocato Roberto Quintavalle, il legale della famiglia Tassitani, a Il Gazzettino -. È previsto dall'ordinamento giudiziario e c'è un magistrato di sorveglianza che decide se concederlo o meno. Non entro nel merito della questione, ma non possiamo di certo essere contenti. Anche perché stiamo ancora aspettando che faccia i nomi dei suoi complici".

L'avvocato ha quindi puntato il dito sulla condotta extra processuale di Fusaro, che fino a questo momento non ha mai dato prova di voler aiutare gli inquirenti a ricostruire il delitto. "È un maniaco della pulizia, lo è sempre stato - ha dichiarato -. Se fosse stato da solo, non avrebbe mai fatto a pezzi il cadavere di Iole. Da quando è stato arrestato non ha mai fatto il nome di chi lo ha aiutato. Io gliel'ho chiesto una ventina di volte, come gliel'hanno chiesto la Procura e i giudici. Silenzio, sempre e solo silenzio. Motivo per cui, per me, non meritava nemmeno queste dieci ore di permesso".

La sorella di Iole, Luisa, ha affermato di "non essere sorpresa" dal permesso premio: "È già un anno che se ne parla, in realtà mi aspettavo anche di peggio". Iole Tassitan fu rapita e uccisa dallo stesso da Fusaro, nella sua casa di Bassano del Grappa (Vicenza). L'uomo poi tentò di disfarsi del cadavere facendolo a pezzi, che furono trovati dai carabinieri dentro a una valigia.

Fusaro, 56 anni, era stato condannato nel 2011 all'ergastolo, poi la Corte di Cassazione aveva ridotto la pena a 30 anni di reclusione. L'omicida aveva già chiesto un permesso premio, ma la Procura generale aveva respinto la domanda, aprendo alla possibilità per lui di ottenere solo uscite temporanee dal carcere, dove dovrà rimanere fino al 2037. Ora gli è stato concesso di uscire con un permesso di 10 ore, avendo scontato un terzo della pena.

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