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Ratzinger, quell'addio nel 2013: un fulmine a ciel sereno di cui "non mi sono mai pentito un minuto"

Ratzinger è stato il primo Pontefice dopo secoli ad abdicare: prima di lui lo avevano fatto solo Gregorio XII e Celestino V. 

Joseph Ratzinger, il primo Papa in epoca moderna a rinunciare al pontificato (prima di lui lo avevano fatto, seicento anni prima, Gregorio XII nel 1415, e prima ancora Celestino V - passato alla storia come "colui che oppose il gran rifiuto" - nel 1294), non si è mai pentito "neppure per un solo minuto" di quella decisione arrivata per molti come "un fulmine a ciel sereno", per usare le parole dell'allora cardinale decano Angelo Sodano, l'11 febbraio del 2013.

Al suo amico giornalista Peter Seewald, successivamente Ratzinger confidò che "vedo ogni giorno che era la cosa giusta da fare", "era una cosa su cui avevo riflettuto a lungo e di cui avevo anche a lungo parlato con il Signore". Per questo, al momento dell'annuncio, "ho sottolineato che agivo liberamente; non si può andare via se si tratta di una fuga. Non bisogna cedere alle pressioni. Si può andare via solo se nessuno lo pretende, e nessuno nel mio caso lo ha preteso. Nessuno. Fu una assoluta sorpresa per tutti".

Tante furono successivamente le speculazioni sulla rivoluzionaria decisione di Benedetto XVI, che il Pontefice, divenuto poi Papa Emerito, fin dall'inizio aveva motivato con la difficoltà a portare avanti i suoi compiti considerato l'avanzare dell'età: colpa dell'" ingravescentem aetatem", disse lui stesso in latino al momento dell'annuncio. Qualcuno ancora ritiene invece che fu una fuga davanti a una situazione ingovernabile, innescata soprattutto dallo scandalo Vatileaks. Altri che non resse il peso dello scandalo della pedofilia, questione sulla quale aveva avviato un processo di trasparenza. Altri ancora parlarono subito di gravissimi problemi di salute, smentiti però dal fatto che Ratzinger è vissuto da Emerito per quasi 10 anni.

Papa Francesco ha invece sempre definito queste dimissioni come " un atto di governo, l'ultimo atto di governo" di Papa Ratzinger. E la stessa interpretazione diede lo storico portavoce di Benedetto XVI, padre Federico Lombardi, secondo il quale la rinuncia al pontificato è stata "una scelta che ha segnato e continuerà a segnare le prossime epoche della Chiesa. È un'apertura di una strada, diciamo di una possibilità, che, come diceva bene Benedetto XVI, proprio nella sua motivazione alla rinuncia, è connessa anche ai tempi che noi stiamo vivendo".

Secondo padre Lombardi, la decisione è stata vissuta da Ratzinger "con grande lucidità e con grande umiltà, proprio per dare la possibilità di una guida, che lui ha definito di rinnovato vigore, alla Chiesa. Cosa che effettivamente è avvenuta". E per quanto riguarda l'atto rivoluzionario delle dimissioni, Papa Francesco, pur chiarendo più volte che non intende dimettersi, ha rimarcato che comunque dopo la rinuncia di Ratzinger  "la porta è aperta", nel senso che le dimissioni di un Pontefice non saranno più una cosa eccezionale.

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