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Una serra in scatola contro i rischi climatici

Una startup ha sviluppato una speciale microserra modulare per aiutare i piccoli agricoltori, proteggendo i loro raccolti dagli eventi climatici estremi e dai parassiti

Sito ufficiale

L’agricoltura accompagna l’uomo sin dalle origini della civiltà, ma il suo futuro è sempre più minacciato. Tra siccità, parassiti e cambiamenti climatici, a pagare le conseguenze sono tutti i coltivatori, ma ancor di più i piccoli proprietari.

Nel mondo ci sono circa 570 milioni di aziende agricole, ma di queste l’80% copre meno di due ettari. Insieme queste piccole realtà producono un terzo del cibo che consumiamo, restando però tra le più povere e le più colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici.

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Proprio a loro ha pensato la startup indiana Kheyti, che ha sviluppato una soluzione semplice ma molto efficace. Progetto che è valso ai suoi fondatori, Sathya Raghu Mokkapati e Kaushik Kappagantulu, il prestigioso Earthshot Prize, il riconoscimento ecologico lanciato dal principe William e dal naturalista britannico David Attenborough.

Il nome dell’invenzione è Greenhouse-in-a-Box, una vera e propria serra in scatola. Una microserra modulare pensata come supporto per i piccoli agricoltori. La box arriva provvista di semi e fertilizzanti, occupa solo il 2% dell’appezzamento di suolo e costa la metà delle serre tradizionali. Offre riparo da elementi imprevedibili e dai parassiti distruttivi, oltre a notevoli risultati nella produzione. Le piante in serra richiedono il 98% in meno di acqua rispetto a quelle all’aperto e il 90% rispetto a una serra standard, e la resa è sette volte superiore. Usando meno acqua e meno pesticidi, i piccoli agricoltori proteggono il Pianeta e ottengono anche prodotti migliori.

Un risultato ottimo per un Paese come l’India che ospita 100 milioni di piccoli agricoltori ed è gravemente colpita dai cambiamenti climatici. Qui oggi quasi 1000 fattorie usano una serra Kheyti, numero che la startup sogna di aumentare fino a 50.000 entro il 2027.

Come ha dichiarato il co-founder e CEO, Kaushik Kappagantulu: “Siamo onorati di essere riconosciuti da The Earthshot Prize quest'anno. Il mondo dipende dai suoi piccoli agricoltori, eppure le loro vite sono tra le più dure al mondo. Il nostro Greenhouse-in-a-Box sta dando potere agli agricoltori in India oggi. I passi che abbiamo già fatto a Kheyti stanno ora costruendo per cambiare la vita degli agricoltori su larga scala".

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Uno strumento decisamente utile per affrontare un futuro climatico sempre più incerto.

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