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Lavoro in somministrazione tra fake news e falsi miti

Le Agenzie per il Lavoro sono uno dei più importanti strumenti per l’accesso al mondo del lavoro, ma a quasi vent’anni dalla loro istituzione continuano a essere oggetto di pregiudizi ingiustificati. Ecco quali sono, e che cosa c’è di vero

Pixabay

Il lavoro in somministrazione, in quasi vent’anni, ha garantito contratti e stipendi a milioni di italiani e ha formato decine di migliaia di lavoratori per consentire il loro reinserimento, sostenendo la richiesta di lavoro da un lato e quella di flessibilità dall’altro. Le Agenzie per il Lavoro, introdotte in Italia nel 2003 per raccogliere l’eredità delle agenzie interinali sono state, insomma, fondamentali per l’economia del nostro Paese. Tanto che nel 2017, anno del picco di richieste, si sono registrate 2 milioni e centomila contrattualizzazioni con le Agenzie per il Lavoro, pari al 16.8% del totale della domanda di lavoro e al 22.5% di quella a termine.

Eppure sulle Agenzie per il Lavoro e sul lavoro in somministrazione continuano circolare fake news alimentate da pregiudizi totalmente ingiustificati. Per sfatare i quali Assolavoro, l’associazione che riunisce le Agenzie per il Lavoro italiane, ha stilato un “decalogo” dei falsi miti contrapposti alla realtà dei fatti.

Ci sono per esempio fake news sul fatto che per iscriversi alle Agenzie per il Lavoro si debba pagare, oppure che ai lavoratori in somministrazione vengano trattenuti soldi in busta paga per pagare le Agenzie, o ancora che facciano pagare servizi quali la formazione e l’orientamento. In realtà si tratta di servizi che per il lavoratore sono totalmente gratuiti (non solo: la legge vieta espressamente alle Agenzie di richiedere o ricevere compensi dai lavoratori). Il compenso delle Agenzie per il Lavoro, invece, è pagato dalle aziende che utilizzano lavoratori in somministrazione.

La disinformazione non riguarda però solo il lato economico ma anche quello contrattuale: il pregiudizio sulle Agenzie per il lavoro è alimentato anche da false credenze come quella secondo cui viene trovato lavoro solo ai giovani, oppure che vengano proposti solo lavori a termine, o ancora che si abbiano meno possibilità di reimpiego rispetto ai dipendenti diretti, o che vengano offerte solo posizioni per lavori poco qualificati. In tutti i casi, è vero l’esatto contrario: le possibilità di reimpiego, secondo i dati, sono più elevate per i lavoratori in somministrazione, e un lavoratore in somministrazione su quattro è assunto a tempo indeterminato. E per quanto riguarda l’età, oltre un lavoratore su cinque è over 50, mentre in merito alla specializzazione, le figure professionali con skill elevate sono tra le più richieste.

Altre fake news riguardano poi i diritti e la formazione dei lavoratori: si crede che i lavoratori in somministrazione abbiano diritti diversi dai dipendenti diretti, e che la formazione sia di scarsa qualità. Anche in questo caso, è vero l’opposto: i lavoratori in somministrazione non solo hanno gli stessi identici diritti dei dipendenti diretti delle aziende in cui operano, ma hanno anche alcune agevolazioni in più (come quelle di welfare previste dal fondo Ebitemp). E per quanto riguarda la formazione, è finanziata con un fondo apposito (Forma.Temp), e garantisce competenze (anche digitali) all’avanguardia.

Ma ecco, punto per punto, il decalogo stilato da Assolavoro.

  1. Per iscriversi alle agenzie per il lavoro si deve pagare
    FALSO. Tutti i servizi offerti dalle Agenzie per il Lavoro sono gratuiti. Chiunque può entrare in una delle oltre 2.500 filiali presenti sul territorio nazionale o collegarsi ai siti web delle Agenzie per presentare la propria candidatura (dal sito www.assolavoro.eu si accede all’elenco delle principali Agenzie). Per poter operare le Agenzie per il Lavoro devono essere autorizzate dall'Agenzia per le Politiche Attive del Lavoro (www.anpal.gov.it) ed essere iscritte nell'apposito Albo Informatico del Ministero del Lavoro.
  2. L'agenzia guadagna trattenendo soldi dalla busta paga dei lavoratori in somministrazione
    FALSO.
    La legge vieta espressamente ai “soggetti autorizzati o accreditati di esigere o comunque di percepire, direttamente o indirettamente, compensi dal lavoratore". Il compenso per le Agenzie per il Lavoro viene erogato esclusivamente dall’azienda utilizzatrice.
  3. Le agenzie per il lavoro contattano i candidati una sola volta dopo l’iscrizione
    FALSO.
    Le Agenzie per il Lavoro contattano, di volta in volta, i candidati in relazione alle professionalità richieste dalle aziende, offrendo anche attività formative mirate. Ogni volta che si inizia un nuovo percorso formativo o professionale è importante aggiornare il proprio CV, per valorizzare al meglio le nuove competenze acquisite.
  4. Con le agenzie per il lavoro si hanno minori possibilità di rioccupazione
    FALSO.
    I lavoratori tramite Agenzia hanno maggiori possibilità di essere reimpiegati rispetto agli occupati a termine alle dirette dipendenze dell’azienda. La possibilità di trovare una nuova occupazione tramite Agenzia entro 30 giorni è infatti particolarmente elevata (60,9%). Tale dato si arresta al 42,7% nel caso dei contratti a termine standard.
  5. Le agenzie per il lavoro trovano lavoro solo ai giovani
    FALSO.
    Le Agenzie per il Lavoro sono un ottimo strumento sia di ingresso nel mondo del lavoro, sia per favorire la ricollocazione di lavoratori, e circa un lavoratore su due in somministrazione ha meno di 34 anni. Tuttavia la somministrazione si rivela un’ottima opportunità anche per gli over 50, che rappresentano oltre il 22% della platea totale dei somministrati.
  6. Le agenzie per il lavoro offrono solo lavoro a termine
    FALSO.
    I lavoratori in somministrazione assunti a tempo indeterminato sono oltre 100.000 (pari a un lavoratore su quattro in somministrazione). Le Agenzie per il Lavoro effettuano poi anche attività di ricerca e selezione finalizzate all’assunzione diretta da parte delle aziende clienti. Nelle filiali delle Agenzie per il Lavoro, infine, sono occupati circa 12.500 lavoratori stabilmente.
  7. I lavoratori in somministrazione sono paragonabili a quelli delle cooperative
    FALSO.
    Il lavoratore in somministrazione è assunto dall’Agenzia per il Lavoro come lavoratore subordinato dipendente a termine, a tempo indeterminato o in apprendistato. È inviato in missione presso l'azienda utilizzatrice con parità di trattamento economico e normativo rispetto ai lavoratori diretti di pari livello dell’impresa in cui opera.
  8. Le donne lavoratrici in somministrazione che scoprono di essere incinte hanno minori tutele rispetto alle altre
    FALSO.
    I lavoratori in somministrazione hanno per legge gli stessi diritti dei lavoratori dipendenti, e le Agenzie per il Lavoro garantiscono tutele, anche di tipo economico, agli occupati. Grazie ad Ebitemp, infatti, sono previste forme di sostegno durante la maternità e, successivamente, contributi per l’asilo nido. I lavoratori in somministrazione, egualmente, hanno diritto agli ammortizzatori sociali. Grazie ad un potente sistema bilaterale, tramite Forma.Temp ed Ebitemp, vengono garantiti ai lavoratori somministrati alti standard di protezione sociale.
  9. I lavoratori in somministrazione non hanno diritto alla formazione gratuita
    FALSO.
    Attraverso Forma.Temp i lavoratori in somministrazione possono accedere ad una vasta gamma di corsi di specializzazione gratuiti, orientati al mercato del lavoro. La formazione erogata ai lavoratori in somministrazione risponde in tempo reale alle esigenze delle aziende, favorendo così la continua occupabilità dei lavoratori.
  10. La formazione offerta dalle agenzie non è adeguata agli standard dell’industria 4.0
    FALSO.
    Le Agenzie per il Lavoro garantiscono competenze digitali all’avanguardia, che rispondono pienamente alle esigenze di un mercato produttivo in continua trasformazione e che richiede figure professionali sempre più trasversali. Oltre alla formazione di base, infatti, si può accedere a percorsi di apprendimento professionale e on the job. Inoltre, è possibile frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale.

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