Un documento di 50 pagine racchiude le motivazioni con le quali la Procura di Aosta ha presentato il suo ricorso in Cassazione contro la scarcerazione di Anna Maria Franzoni. Le motivazioni del ricorso (presentato appellandosi all'articolo 606 del codice, cioè per "mancanza o manifesta illogicità della motivazione" del Riesame) punterebbero su due elementi: gli zoccoli macchiati di sangue e l'ora precisa della morte del bimbo.
Una volta che sarà giunto materialmente alla Suprema Corte, i giudici di piazza Cavour avranno tempo un mese per decidere se accogliere o meno il ricorso della Procura. Se la Cassazione darà ragione ai pm di Aosta, Anna Maria Franzoni potrebbe tornare in carcere. A giorni, invece, sarà disposto il dissequestro della villetta dei Lorenzi. Ma quale sarà la contromossa della difesa? "La difesa si difenderà" Grosso taglia corto e preferisce non svelare il suo piano d'attacco che finora si era rivelato vincente, visto che davanti al Tribunale del Riesame era stato vinto il primo round. Che dire, invece, della possibilità di affidarsi ai satelliti-spia per risolvere il giallo di Cogne, come prospettato da un quotidiano? Grosso divertito dice che non se ne intende di satelliti, ma se potresse servire ad arrivare alla verità, ben venga.
I nove punti del ricorso Dunque, la Procura chiede alla Cassazione l'annullamento della decisione del riesame, anche se, secondo la Bonaudo, "questi passaggi riguardano solo l'aspetto della libertà personale: un elemento che è sì rilevante, ma non come quello che per noi conta di più, cioè la prosecuzione delle indagini". "Noi avevamo chiesto la misura cautelare - ha sottolineato il magistrato - perché avevamo indizi che consideravamo gravi. Ma dovevamo proseguire l'inchiesta. Sicuramente non chiederemo il rinvio a giudizio con i soli motivi che abbiamo presentato al gip per chiedere il provvedimento e che poi sono passati al Tribunale del riesame. Eravamo all'inizio delle indagini e ci basavamo su perizie ancora incomplete". Il procuratore non ha confermato né smentito le voci sul presunto nuovo indizio in mano all'accusa. Ha parlato però dell'importanza di dare il giusto peso a certi aspetti che potrebbero essere sottovalutati, nonché del fatto che "anche se le perizie non sono ancora complete, ci sono stati ulteriori accertamenti e ulteriori acquisizioni". Il magistrato ha quindi ribadito che nel fascicolo dell'inchiesta non ci sono altri indagati oltre ad Anna Maria Franzoni.
Nel ricorso la Procura aostana contesta la legittimità del provvedimento del Riesame che ha scarcerato la mamma di Samuele argomentando le proprie controdeduzioni in nove "profili di legittimità". "Riguardano tutti - ha spiegato il procuratore Maria Del Savio Bonaudo - le motivazioni dell'ordinanza, rilevandone quelle che per noi sono insufficienze e contraddittorietà. Comunque non entrano nel merito delle indagini o della valutazione delle prove, perché questo non può essere oggetto della decisione della Corte Suprema".