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Gas, Germania: "Iniziato lo stop alle forniture russe all'Ue attraverso il gasdotto Nord Stream" | Ma il prezzo del metano cala

Il blocco completo dei flussi energetici attraverso il gasdotto era stato annunciato da Gazprom. Durerà tre giorni

Ansa

Come annunciato da Gazprom, dalle 5 (ora italiana) le forniture di gas dalla Russia verso l'Ue tramite il gasdotto Nord Stream sono state completamente interrotte. Lo confermano gli operatori di gasdotti tedeschi Opel e Nel. Lo stop avrà una durata prevista di tre giorni e, secondo quanto riferito dal monopolista russo dell'energia, è stato reso necessario per consentire le riparazioni dell'unica unità di compressione del gas rimasta in funzione presso la stazione di Portovaya.

Il prezzo del gas continua a calare - Nonostante la chiusura del Nord Stream il prezzo del gas chiude in calo. In Europa, inoltre, gli operatori del settore prevedono che gli stoccaggi saranno riempiti prima del previsto. Ad Amsterdam il prezzo sfiora i 240 euro (239,9 euro) al megawattora, con una flessione del 9,6%, dopo aver toccato un minimo di giornata a 232 euro (-12%). Quotazioni in calo anche a Londra a 458 penny al Mmbtu (-12,5%). 

Intanto il Cremlino sottolinea la "responsabilità" delle sanzioni Ue "relative ad aspetti tecnologici". Il presidente della commissione Ue, Ursula  von der Leyen, annuncia da parte sua che l'Europa ha raggiunto l'obiettivo dell'80% degli stoccaggi, ma invita tutti a lavorare "insieme e con urgenza" per contrastare i prezzi record. Intanto il vicecancelliere tedesco Habeck conferma colloqui con i partner, anche italiani, sul price cap.

"Germania pronta ad affrontare la crisi energetica" - Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sottolineato che il suo Paese è pronto a far fronte alle "minacce" provenienti dalla Russia, inclusa la crisi del gas scatenata da Mosca sulla scia dell'invasione dell'Ucraina. Tutte le misure adottate da Berlino per garantire l'approvvigionamento di gas hanno "contribuito a far sì che il Paese si trovi in una situazione decisamente migliore di quella prevista qualche mese fa".

Gas via mare, le strade per fare a meno della Russia

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C'è gas che arriva da tutto il mondo, tranne che dalla Russia, sulle navi metaniere che attraccano ogni settimana al terminale gasiero di Adriatic Lng, 15 km al largo della costa veneta, a Porto Viro (Rovigo). E'il rigassificatore più grande dei tre esistenti in Italia - gli altri sono a Panigaglia (La Spezia) e a Livorno - il primo al mondo realizzato off-shore.  Diventerà il nostro caposaldo quando il Governo, d'intesa con i partner dell'Ue, deciderà di chiudere definitivamente il rubinetto al gas di Mosca. Col rigassificatore in Adriatico, una struttura in cemento armato lunga 180 metri, larga 88 e alta 47 metri, (oltre che dagli altri due impianti nazionali) si garantirà il riscaldamento agli italiani il prossimo inverno. Quello di Porto Viro, entrato in funzione nel 2009, è l'unico impianto italiano a poter accettare le metaniere cosiddette 'super large scale vessels' con capacità sino a 217mila metri cubi liquidi. Mas come funziona il rigassificatore? Il combustibile fossile arriva infatti sulle navi allo stato liquido, compresso a -160 gradi. Viene riportato allo stato gassoso - e a quel punto avviato verso la rete di distribuzione - sfruttando la differenza di temperatura data dall'acqua di mare. Intanto davanti alla costa veneta le navi vanno e vengono senza sosta. Dall'inizio del 2022 sono già 18 le metaniere giunte al terminale, per un totale di oltre 1,5 mld di metri cubi di gas. Nel 2020 erano state 76, 81 nel 2021. Il metano liquefetto arriva qui da 9 Paesi: prevalentemente dal Qatar, ma anche da Egitto, Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, Norvegia, Nigeria, USA, Angola.

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