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Gli esami di “riparazione”? Quasi una formalità: oltre il 90% viene promosso. Ma la tornata 2021 invita alla prudenza

In queste settimane, tra gli studenti delle scuole superiori, quasi 1 su 5 dovrà "riparare" il debito per accedere alla classe successiva. Un passaggio che, secondo i dati ufficiali, un anno fa fece segnare il record di bocciati

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Resa dei conti in arrivo per i cosiddetti “sospesi in giudizio”. Questo è infatti il termine tecnico per indicare gli studenti che sono stati promossi a giugno, ma con riserva, avendo preso il “debito” in una o più materie. Per la precisione, sarà il 18,3% degli alunni delle scuole superiori, dal primo al quarto anno, che per confermare il passaggio all’anno successivo dovrà affrontare delle prove d’esame, da superare tutte con successo prima dell’inizio dell’anno scolastico. Pena la bocciatura.

Di solito quasi tutti cancellano il debito

Un’appendice necessaria che però, pur essendo da non sottovalutare, non deve allarmare più di tanto le ragazze e i ragazzi. A tranquillizzarli i dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione sugli esiti delle verifiche degli anni precedenti. Pochissimi i bocciati di settembre: si viaggia sempre abbondantemente sotto il 10% dei rimandati. In pratica, l’esame di riparazione appare più come un avvertimento che come una concreta minaccia; più facile essere fermati a giugno.

Nel 2021 il record di bocciati di fine estate

Anche se, come segnala un’analisi effettuata dal portale Skuola.net, gli esiti dell’ultima tornata devono comunque invitare alla prudenza; specie gli alunni di determinate classi e indirizzi di studio. Perché, alla fine dell’anno scolastico 2020/2021, si è assistito al record - perlomeno della storia recente - di esami di recupero andati male: il 9,25% degli studenti con il debito - che furono il 17,3% del totale degli alunni delle classi dal I al IV superiore, per uno strano scherzo del destino una delle quote più basse di sempre - non ce l’ha fatta, facendo lievitare il numero dei bocciati finali dal 6,7% (ovvero quelli di giugno) all’8,3%.

Gli studenti di Tecnici e Professionali rischiano di più

Attenzione ancora più alta la dovrebbero prestare i ragazzi degli Istituti Tecnici e, soprattutto, Professionali. Qui infatti, sempre nel 2020/2021, la percentuale di bocciati a settembre ha sfondato quota 10%: rispettivamente 10,81% (Tecnici) e 11,11% (Professionali). Peraltro partendo da percentuali importanti di “non ammessi” già da giugno: 9,4% nei Tecnici e 10,7% nei Professionali. Nonché da alte percentuali di “debitori”: 22,2% per i Tecnici e 15,3% nei Professionali. Tutt’altro scenario, invece, nei Licei: qui, dopo gli scrutini di giugno 2021, i “non ammessi” alla classe successiva sono stati solamente il 3,8% del totale; a settembre si è aggiunto “solo” l’8,61% dei rimandati.

In secondo e terzo superiore il tasso più alto di "fermati" a settembre

Come detto, poi, c’è da considerare il livello scolastico in cui ci si trova. Parlando sempre di esami di recupero del debito, le classi più insidiose alla fine del 2020/2021 sono state quelle centrali: in secondo superiore non ha superato la verifica di settembre il 10,10% dei rimandati (che furono il 19,8%), in terzo superiore si è arrivati al 10,67% (del 17,8% degli studenti che in quella classe presero almeno un debito). In secondo superiore, inoltre, si è assistito anche alla quota più alta di non ammessi direttamente a giugno: l’8,5%.

Numeri questi che, almeno relativamente ai bocciati della prima ora, vanno in controtendenza rispetto alla tradizione. Storicamente, infatti, è al primo anno che si boccia di più, come confermano i dati dell’anno 2018/2019, quando ben il 10,6% degli alunni non ebbe neanche l’opportunità di “riparare” la situazione a settembre, mentre al secondo e terzo anno si gravitò attorno al 6% (in quell’occasione i docenti preferirono assegnare meno bocciature e più debiti, che superarono quota 20% sia in secondo che in terzo).

La pandemia potrebbe aver avuto un ruolo centrale

Ma, forse, una spiegazione c’è: nell’anno scolastico 2020/2021 vennero al pettine tutti i nodi creati dal funesto anno precedente, quello dello scoppio della pandemia, con tutta la seconda parte caratterizzata dalla Didattica a distanza. E da un “condono” che limitò le bocciature solo ai casi estremi, tanto è vero che nel 2019/2020 venne fermato appena l’1,6% degli studenti. Rinviando la resa dei conti, come hanno poi dimostrato i dati ufficiali, all’anno successivo. Un quadro aggravato anche dagli strascichi delle lacune accumulate in quel periodo.

Questo potrebbe voler dire che i numeri sugli esiti degli esami di recupero della scorsa estate siano stati “gonfiati” da quanto accaduto nel biennio del picco della pandemia. Altrimenti è difficile capire come si sia potuti passare dal 6,5% di bocciati dopo la verifica di settembre dell’anno 2018-2019 (in linea con quanto avvenuto anche nel 2017/2018, quando il dato fu del 6,51%) addirittura al 9,25% del 2020/2021 (oltre il 40% in più). A fronte di un numero di bocciati sostanzialmente stabile: 7% nel 2018/2019, 6,7% nel 2020/2021.

Alla fine la sostanza non cambia

Anche se, poi, mettendo il tutto a sistema con la quota generale di rimandati il saldo finale resta curiosamente immutato: i bocciati totali sono stati l’8,3% sia nel 2018/2019 che nel 2020/2021. La variabile è rappresentata proprio dall’esamino di settembre e dal numero di rimandati. Resta perciò da vedere se, tra il pre e il post pandemia, si siano innescate nuove dinamiche e i docenti abbiano deciso di adottare un metro di giudizio più rigoroso oppure sei l’ultima tornata è stata un caso isolato. Ma questo potremo verificarlo solo tra qualche settimana. Quando gli studenti lo avranno già capito sulla loro pelle.

“Purtroppo anche gli esami di riparazione a settembre, per chiamarli con un termine comprensibile a tutti, si confermano una questione ‘di classe’: c’è una diretta correlazione tra il ceto sociale delle famiglie di appartenenza e la possibilità di essere promossi o bocciati. Infatti nei licei, dove dati AlmaDiploma confermano una prevalenza di studenti provenienti da contesti più agiati, lo scorso anno i bocciati a settembre sono stati meno del 9%. Al contrario, ai tecnici e ai professionali, dove la piramide sociale è esattamente capovolta, il tasso di bocciatura sfiora quasi l’11%. Insomma, gli esami a cui si stanno sottoponendo in questo periodo gli studenti per evitare di ripetere l’anno non sono per tutti una formalità: non a caso recentemente ben 2 su 3 hanno dichiarato a Skuola.net di aver fatto ricorso alle ripetizioni private nel corso dell’estate. Potendosele permettere, ovviamente”, commenta così i dati Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.

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