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Dieta flexitariana: cos'è, come funziona e perché piace così tanto

Amatissimo dalle celeb, è un regime alimentare perfetto per chi tiene alla sostenibilità ambientale senza rinunciare del tutto alle proteine animali

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Flexitariana: un nome non troppo facile per una dieta che sta guadagnando sempre più consensi, anche tra i VIP: Meghan Markle, per esempio. Il punto di forza di questo stile alimentare è la flessibilità: infatti, ha come pilastri quelli delle diete vegetariane, ma consente anche a un consumo limitato e attento di proteine animali senza mai perdere di vista la sostenibilità ambientale e il benessere dell'organismo. 

DI COSA SI TRATTA: il termine flexitariano o flexitarian in inglese deriva dall’unione delle parole flexibile (cioè flessibile) e vegetarian (vegetariano). Di fatto, si tratta di una dieta vegetariana o vegana, in cui non viene condannato il consumo di carne, ma il suo abuso, e le ragioni della predilezione per gli alimenti vegetali non è legata tanto a motivi etici quando a ragioni salutistiche. Il consumo occasionale di carne, pesce, latte e uova è ammesso, ma in quantità ridotte e con un accurato controllo sulla sua qualità. La dieta è stata creata dall'acclamata dietista statunitense Dawn Jackson Blatner, che nel 2008 ha pubblicato il suo metodo nel libro "The Flexitarian Diet". Negli anni questa dieta ha riscosso un crescente successo proprio per la sua versatilità e i suoi benefici, tanto da essere seguita da tanti esponenti del mondo dello spettacolo e non solo: la duchessa di Sussex, che ne è stata conquistata, ne è una sostenitrice.

COME FUNZIONA LA DIETA FLEXITARIANA: secondo quanto evidenziato dalla dottoressa Blatner, sono numerosi gli studi che dimostrano come che chi segue un’alimentazione vegetariana viva in media 3,6 anni in più e pesi il 15% in meno rispetto a chi mangia carne in maniera abbondante. Tuttavia, per approfittare dei benefici dell’alimentazione vegetariana non occorre rinunciare completamente alle proteine animali, che sono assai preziose per il buon funzionamento dell'organismo, ma occorre ridurne i quantitativi. Infatti, il limitato consumo di carne tende a essere associato a un indice di massa corporea più basso e i vegetariani e vegani hanno un rischio ridotto di soffrire di determinate condizioni di salute, tra cui cardiopatia ischemica, diabete, ipertensione, alcuni tipi di cancro e obesità. Non bisogna inoltre trascurare la qualità di quello che si mangia, privilegiando il più possibile carni bianche, pesce e in generale prodotti biologici, a chilometro zero e frutta e verdura di stagione.
 

SENZA ECCESSIVE RESTRIZIONI: la flexitarian diet è dunque un regime vegetariano che consente un uso occasionale di proteine animali. Essendo meno restrittivo e imponendo meno rinunce rispetto a una dieta vegetariana classica, offre una dieta più completa senza comportare il rischio di carenza di vitamine (in particolare la D e la B12) e di altri nutrienti indispensabili per il nostro benessere e - perché no?- anche per soddisfare il palato. Ridurre il consumo di carne offre tra l'altro il beneficio di mantenere un migliore controllo di colesterolo, trigliceridi e pressione sanguigna, a tutto vantaggio del nostro sistema cardiocircolatorio. Il maggiore consumo di frutta, fresca e secca, e verdura invece favorisce la bellezza e l’elasticità della pelle e la salute di capelli e unghie.

IDEALE PER TENERE D'OCCHIO LA BILANCIA: applicata correttamente la dieta flexitariana può essere utile anche per perdere qualche chilo di peso. Per dimagrire occorre calcolare un introito calorico di 1.500 kcal al giorno, ma rinunciando agli spuntini si può scendere a 1200 calorie, oppure si può arrivare a 1.800 raddoppiando la colazione. La verdura fresca e la frutta sono al centro dei pasti di ogni giorno: privilegiare cibi di questo tipo significa anche diminuire la quota di prodotti da forno e dei carboidrati in generale, come pasta e riso. Sì ai cereali integrali, ai semi oleosi e ai legumi. Secondo la Blatner meglio limitare il consumo di carne in modo progressivo: chi inizia dovrebbe astenersi due giorni a settimana e non superare il limite massimo settimanale di 700 gr di carne; chi è già abituato tre o quattro giorni senza carne e fino a 500 grammi a settimana fino ad arrivare a stare senza carne per cinque giorni e limitarsi a un consumo di 250 grammi. Al contrario, non ci sono limiti per il pesce, che si può mangiare liberamente: si è calcolato che in questo modo si potrebbero perdere fino a tre o quattro chili di peso in un paio di settimane. 


LE RAGIONI DELLA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE: le diete a base vegetale sono più sostenibili dal punto di vista ambientale di quelle che includono molti prodotti animali. Rispetto ai regimi alimentari basati sul consumo di carne, infatti, vegani e vegetariani utilizzano meno risorse naturali e sono associate a inferiori danni ambientali: un consumo di carne ridotto ha un impatto positivo sulla salute del nostro pianeta ed è una scelta di consapevolezza e sostenibilità.

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