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Furti in casa, nel 2021 sono stati "uno ogni tre minuti" | Più frequenti al Nord e al Centro

Lo rivela un report della Confederazione nazionale dell'artigianato. I dati non tengono conto di "chi preferisce non denunciare per timore di ritorsioni" o perché pensa che non verranno mai trovati i colpevoli

Pixabay

Più di 182mila furti nel 2021, ossia 500 al giorno, 20 all'ora e uno ogni tre minuti. Sono i numeri che emergono dal report della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna), basato sui dati provvisori dell'Istat sulle denunce per furti in abitazione avvenute lo scorso anno. Si tratta di un reato molto diffuso: in media si registrano 7,1 colpi ogni mille famiglie, con picchi di 8,4 furti al Nord e di 7,8 al Centro. Sotto la media il Sud (4,9) e le isole maggiori (3,7).

Chi non denuncia - Questi dati, sottolinea Cna, non tengono conto "di quanti preferiscono non denunciare il crimine per timore di ritorsioni o per la disillusione verso la possibilità di individuare i colpevoli, atteggiamenti che farebbero crescere ulteriormente i numeri del reato e giustificherebbero la sensazione di un maggior pericolo rispetto a quello che emerge dai numeri ufficiali".

Il ruolo dei cittadini - Di fatto, "questi reati odiosi, che turbano l’intimità delle famiglie e possono sfociare anche in atti di violenza, rimangono sempre troppi. E se il merito maggiore della riduzione di reati denunciati nell'ultimo decennio va senz'altro alle forze dell'ordine, una fortissima azione di deterrenza è stata messa in atto dai cittadini. Sono numerose infatti le famiglie italiane che hanno investito risorse per ridurre i rischi di intrusioni indesiderate e potenzialmente pericolose per la propria incolumità", prosegue il report.

Le contromosse - In sostanza, come spiega Cna, "il bisogno di sentirsi al sicuro nella propria abitazione sta spingendo gli italiani ad adottare sistemi di sicurezza e difesa della casa. Due famiglie su tre hanno fatto montare una porta blindata all'ingresso della casa, un terzo dei nuclei possiede un sistema di allarme, poco meno di un terzo inferriate a porte e finestre, tre famiglie su dieci videocamere. Da questi dati emerge, però, come siano ancora numerosi i nuclei che non si proteggono. Senza contare le famiglie che non adeguano i propri impianti, a differenza dei criminali che seguono passo passo le evoluzioni della tecnica".

Gli impianti non a norma - "Fondamentale - viene altresì spiegato - è che tutti i lavori di sicurezza siano affidati a personale specializzato, che usa prodotti di qualità elevata e tecnologicamente aggiornati. Mai come su questo fronte il fai-da-te è decisamente sconsigliabile. Se si subisce un furto e l'impianto è stato installato da personale non qualificato, inoltre, l'assicurazione non riconoscerà il risarcimento". La normativa tecnica di riferimento "prevede a monte specifiche pratiche di analisi, sia del contesto che circonda l'edificio sia della natura dell'edificio e dei beni contenuti prima di valutare la tipologia di impianto da proporre e realizzare a norma".

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