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Usa, in Texas torna in vigore la legge che vieta l'aborto: chi lo pratica viene punito col carcere

Lo ha annunciato il procuratore generale Ken Paxton. La norma non era più stata applicata dopo la sentenza "Roe v. Wade" del 1973, abrogata dalla Corte suprema federale lo scorso 25 giugno

Afp

Negli Stati Uniti, la Corte suprema del Texas ha autorizzato l'entrata in vigore di una legge del 1925 che vieta l'aborto e punisce con il carcere chi lo pratica. È stata dunque ribaltata la sentenza di una corte inferiore che aveva temporaneamente bloccato questa norma di quasi a un secolo fa. Si tratta di una diretta conseguenza della decisione della Corte suprema federale di abolire la sentenza "Roe v. Wade" sul diritto all'interruzione di gravidanza.

La gioia del procuratore - Ad annunciare l'entrata in vigore della legge è stato il procuratore generale dello stato texano, Ken Paxton. "Una vittoria pro vita!", ha gioito su Twitter. "I nostri provvedimenti statali pre-Roe che vietano l'aborto in Texas sono buone leggi al 100%. La controversia legale continua, ma io continuerò a vincere per i bambini non nati del Texas", ha aggiunto.

La decisione della Corte suprema - La legge del 1925, rientrata in vigore in Texas, non era più stata applicata dopo la sentenza "Roe v. Wade" del 1973 sul diritto all'aborto. Lo scorso 25 giugno, la stessa sentenza è stata abrogata dalla Corte suprema, che non ha riconosciuto l'aborto come diritto costituzionale. Subito era arrivato il commento del presidente Joe Biden, che ha parlato di un "tragico errore", frutto di una "ideologia estrema" che mette "a rischio la salute e la vita delle donne nel Paese".

Washington, dopo la sentenza contro l'aborto in piazza chi protesta e chi esulta

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Non solo le associazioni femministe e per i diritti umani sono scese in piazza dopo la sentenza della Corte Suprema Usa che di fatto rende possibile il divieto all'aborto per i singoli Stati della federazione. Anche le associazioni "pro vita" sono davanti alla Corte per esultare in quella che è una decisione che spacca in due l'opinione pubblica americana.

New York fa il contrario - New York sta invece andando nella direzione opposta al Texas. Il parlamento ha infatti approvato un emendamento per sancire il diritto all'aborto nella propria Costituzione, ponendosi come guida per gli altri Stati democratici intenzionati a sfidare la sentenza della Corte suprema, come New Jersey, Hawaii, California, Washington, Massachusetts. Non solo: New York ha anche deciso una stretta sulla possibilità di portare con sé pistole e fucili in molti luoghi pubblici, come metro, bus, ospedali e stadi.

Le parole di Hochul - L'emendamento newyorchese sul diritto all'aborto proibisce anche qualsiasi forma di discriminazione razziale, etnica e sessuale. Deve essere approvato nella prossima legislatura e poi essere sottoposto a referendum, probabilmente nel 2023. La governatrice di New York Kathy Hochul è determinata: "Noi non indietreggeremo. Pensano di poter cambiare le nostre vite con un tratto di penna, ma anche noi abbiamo le penne". In vista del Giorno dell'Indipendenza del 4 luglio, Hochul ha lodato la "fondazione di un grande Paese che ama i diritti degli individui e le libertà per tutti".

Un aiuto tecnologico - Intanto Google ha annunciato che cancellerà la cronologia della localizzazione quando un utente visiterà una clinica per l'aborto, un rifugio contro la violenza domestica o altri posti "sensibili". La società di Mountain View (California) ha risposto così all'appello ai giganti del web di limitare la quantità di informazioni che raccolgono e che potrebbero essere usate dalle autorità in Stati che puniscono l'interruzione di gravidanza.

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