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Ucraina, Draghi: "Avanti nel sostegno a Kiev, come ci ha detto il Parlamento" | Ok Senato a risoluzione di maggioranza

Il premier: "Ho avuto mandato per cercare la pace; aperti i canali diplomatici. Confido nel favore del Consiglio Ue alla candidatura di Kiev. Maxiprofitti per i big energetici, giusto l'intervento sugli extrautili"

"Il governo italiano, insieme ai partner Ue e G7, intende continuare a sostenere l'Ucraina come questo Parlamento ci ha detto di fare". Lo ha affermato il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato prima del Consiglio Ue. A quasi 4 mesi dall'inizio del conflitto "continuano a emergere nuove atrocità verso civili - ha aggiunto -. Le responsabilità saranno accertate e i crimini puniti". La risoluzione di maggioranza è stata approvata con 219 voti favorevoli, 20 contrari e 22 astenuti.

Mario Draghi al Senato al suo fianco Lamorgese e Di Maio

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In piedi, fra il ministro dell'interno Luciana Lamorgese e quello degli Esteri, Luigi Di Maio, il premier Mario Draghi ha tenuto al Senato le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue sull'Ucraina. In Aula si contavano un'ottantina di banchi vuoti, soprattutto sul lato destro dell'emiciclo, dove fra gli altri ha preso posto il leader della Lega, Matteo Salvini. Il discorso di Draghi si è concluso con un applauso, non particolarmente lungo, da parte di tutta l'aula. In precedenza, invece, solo dai banchi del centrosinistra erano partiti applausi quando Draghi ha osservato che l'allargamento della Ue "comporterà certamente una riflessione profonda sulle regole che disciplinano il suo funzionamento in politica estera, sicurezza, politica economica e sociale".

"Dal Parlamento ho ricevuto il mandato di cercare la pace" - Draghi ha ricordato che "i nostri canali di dialogo restano aperti" e ha spiegato: "Non smetteremo di sostenere la diplomazia e cercare la pace, nei termini che sceglierà l'Ucraina". D'altra parte, ha chiarito che "il mandato ricevuto dal Parlamento, da voi, è quello di ricercare la pace, superare la crisi: questa è la guida della nostra azione. Il nostro sostegno a favore di Kiev è anche un impegno alla ricostruzione del Paese". 

"Determinati ad aiutare un popolo europeo" - "Durante la mia recente visita a Kiev ho visto da vicino le devastazioni della guerra e constatato la determinazione degli ucraini a difendere il loro Paese - ha continuato il presidente del Consiglio -: i nostri Paesi e l'Unione europea sono determinati ad aiutare un popolo europeo nella sua lotta a difesa della democrazia e della libertà".

"Le sanzioni funzionano" - Il premier ha precisato che "le sanzioni funzionano. Il 3 giugno è stato adottato il sesto pacchetto: il tempo ha rivelato e sta rivelando che queste misure sono sempre più efficaci". 

"Solo una pace concordata e non subita può essere duratura" - Ha poi ricordato che "nella visita il presidente Zelensky ci ha chiesto di continuare a sostenere l'Ucraina per raggiungere una pace che rispetti i loro diritti: solo una pace concordata e non subita può essere davvero duratura". 

"Confido che il Consiglio Ue appoggi la candidatura di Kiev" - Draghi ha poi affrontato il tema dell'ingresso di Kiev nell'Unione europea dicendo: "A Zelensky ho ribadito che l'Italia vuole l'Ucraina nell'Ue e che abbia lo status di candidato. L'Italia è stata tra i primi a sostenere questa posizione. Continueremo a farlo in ogni consesso internazionale, consapevoli che non tutti gli Stati membri condividono questa posizione, ma la raccomandazione della Commissione è incoraggiante e confido che il Consiglio europeo possa assumere una posizione consensuale in merito". 

Energia, "intervento sui profitti per il principio di solidarietà" - Sul fronte crisi ed energia, il premier ha chiarito: "Dall'anno scorso l'Italia ha stanziato circa 30 miliardi di euro in aiuti a famiglie e imprese. Parte di questi interventi sono stati finanziati con un contributo straordinario delle grandi aziende energetiche, che hanno maturato profitti enormi grazie all'aumento dei prezzi. Con questa misura abbiamo chiamato le imprese che hanno beneficiato di rincari eccezionali a compartecipare a costi che tutta la società sta sopportando. E' stata una scelta dettata da un principio di solidarietà e responsabilità". 

"Sbloccare il grano, crisi umanitaria straordinaria" - Draghi ha anche riproposto la crisi alimentare dicendo che "il conflitto ha innescato una crisi umanitaria di dimensione straordinaria. Sono a rischio le forniture di grano nei Paesi più poveri e nei porti ucraini sono bloccati milioni di tonnellate del raccolto precedente. Bisogna liberare le scorte che sono in magazzino per sbloccare le forniture e fare spazio al nuovo raccolto che arriverà a settembre". 

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