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Una riserva per proteggere le onde

In Francia è nata una curiosa iniziativa per riconoscere le onde come patrimonio da tutelare

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Sulle coste frastagliate del nord-ovest della Francia il fragore delle onde è come un eterno sottofondo musicale. Una colonna sonora che ora è anche un bene protetto ufficialmente.

Succede in Bretagna, dove il comune di Saint-Pierre-Quiberon ha istituito la prima riserva naturale di onde in Francia. Un’iniziativa che sembra uscita da un film, ma che risponde a un timore reale: il rischio che le onde muoiano a causa delle attività umane.

Del resto era già successo in Spagna. Qui sulla costa basca l’onda di Mundaka, celebre tra i surfisti di tutto il mondo, era scomparsa dopo che il fondo era stato dragato. Per evitare che la storia si ripeta anche nelle acque francesi, il comune bretone ha deciso di difendere le onde con un rettangolo di 30 ettari protetti come riserva naturali. Qui si cercherà di evitare la costruzione di opere artificiali o strutture industriali, per preservare al massimo la qualità dei fondali.

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Saint-Pierre-Quiberon è una delle località preferite non solo dai surfisti ma anche dagli escursionisti e dai fotografi, grazie ai suoi scorci mozzafiato. Ogni onda ha la sua identità e a suo modo fa parte dell’ecosistema del posto. Motivo per cui la riserva servirà anche a riconoscere e proteggere il suo status di patrimonio naturale, sportivo, economico e culturale.

Cercare di salvare un’onda, un’idea degna di un romanzo. Eppure sempre più spesso anche un elemento forte ed effimero allo stesso tempo può trasformarsi, a causa dell’uomo, in una specie protetta. L’ennesimo colpo di scena firmato dalla natura.

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