
Power bank, uso scorretto e bassa qualità. L'esperto a Tgcom24: "Ecco come evitare che esplodano"
A Milano una batteria portatile da cellulare è esplosa in una scuola ferendo alcuni ragazzi: "È un evento raro"

Un power bank è esploso ferendo diversi studenti in una scuola di Milano. Come evitare che succeda? Le cause più probabili sono la scarsa qualità del dispositivo o il fatto che sia difettoso. Nel caso di Milano, probabilmente il power bank si è surriscaldato dopo essere stato caricato con un cavetto o un adattatore non idoneo e magari ulteriormente compromesso da un urto o uno schiacciamento nello zaino.
"È estremamente raro che succeda", ha detto a Tgcom24 Cristiano Griletti, responsabile ricerca e sviluppo di Silla Industries. "Vanno educate le persone a gestire i rischi - ha aggiunto Griletti - a non usare le batterie danneggiate, ad acquistare solo prodotti di qualità".
"I power bank - spiega Luca Magagnin, professore di chimica applicata al Politecnico di Milano - non sono altro che batterie esterne di riserva, in grado di trasferire la loro carica a dispositivi portatili come smartphone e tablet: per questo hanno una capacità importante che può arrivare anche a 90.000-100.000 milliamperora (mAh)".
Come tutte le batterie agli ioni di litio, anche i power bank sono sensibili alle alte temperature. "In genere questi dispositivi resistono fino agli 80-100 gradi", precisa l'esperto. "Il loro surriscaldamento può essere favorito da diversi fattori, come la temperatura esterna (ad esempio se si dimentica il dispositivo sotto il sole per ore) oppure il danneggiamento meccanico (con un urto o uno schiacciamento che deforma le componenti interne non facendole più funzionare in maniera nominale).
Ma la causa principale resta l'uso scorretto del dispositivo. Se il power bank viene caricato a lungo con cavetti o adattatori non certificati, che non controllano bene il modo in cui viene trasferita l'energia, il rischio è che si verifichi un overcharging, ovvero un fenomeno di sovraccarico che fa aumentare la temperatura interna della batteria".
Quando il calore supera la soglia critica, il materiale che costituisce gli elettrodi e i separatori si degrada innescando reazioni irreversibili che generano altro calore e gas. La batteria così si gonfia fino a esplodere, talvolta anche con fiamme. Fortunatamente "questi episodi sono rari - sottolinea Magagnin - perché i power bank di qualità sono dotati di sistemi di sicurezza che in caso di surriscaldamento disinnescano la batteria e aprono valvole per il rilascio dei gas".