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Maturità 2022, si avvicinano gli scrutini finali: ammesso o non ammesso? I presidi spiegano come si decide

Dal limite di assenze a quello di insufficienze, ecco i requisiti minimi per poter essere ammessi agli esami di Maturità. Cristina Costarelli, presidente ANP Lazio e preside del Liceo Newton di Roma risponde alle domande di Skuola.net

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Countdown ufficialmente attivato per l’inizio della Maturità 2022, ormai manca meno di un mese al via delle prove, previsto per mercoledì 22 giugno. Ma sono ancora tante le domande che per molti studenti del quinto anno delle superiori devono ancora trovare risposta. Perché, prima degli esami, c’è da concludere l’anno scolastico. E, specie per chi ha alle spalle una pagella non proprio brillante, ci sono ancora compiti in classe e interrogazioni last minute da affrontare. In ballo c’è l’ammissione alle prove finali, tutt’altro che scontata. Infatti, negli ultimi due anni in cui era previsto questo sbarramento - sospeso nel 2020 a causa della pandemia - circa il 4% dei candidati all’esame non fu effettivamente ammesso per manifesta impreparazione. 

L’ammissione all’esame - sia per gli interni che per i privatisti - segue regole ben precise. Quali sono? Il portale Skuola.net in avvicinamento alla Maturità 2022 ha chiesto delucidazioni a Cristina Costarelli, Presidente ANP Lazio e preside del liceo Newton di Roma, in merito ai requisiti d’accesso, ai crediti scolastici e agli scrutini finali - in programma a partire dal termine delle attività scolastiche - che decreteranno i voti di tutti i candidati.

Ammissione agli esami: servono sufficienza in tutte le materie e rispetto del limite di assenze

I giochi, infatti, sono ancora aperti: “gli studenti hanno tempo fino all’ultimo giorno di scuola per recuperare interrogazioni e migliorare il proprio rendimento”, assicura Costarelli. Ma, a beneficio di tutti, va ricordato che per essere ammessi alla Maturità, è necessario soddisfare due requisiti fondamentali: avere la sufficienza in tutte le materie (non basta una media sufficiente) e aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale previsto per ciascuna disciplina. Non saranno, invece, requisiti di ammissione, ancora per quest’anno visti gli strascichi della pandemia, l’aver sostenuto le prove Invalsi e aver svolto il numero di ore previsto dal percorso di studi di PCTO.

Per quanto riguarda, in particolare, la questione insufficienze, Costarelli precisa: "Il consiglio di classe può - ma non è automatico - ammettere anche con una insufficienza in una disciplina, o in un gruppo di discipline, quando queste sono associate per curricolo. Quindi, si può venire ammessi anche con un voto inferiore al sei, ma solo con una deliberazione del consiglio di classe”.

Mentre per quel che concerne la frequenza, la Presidente ANP Lazio sottolinea che ci potranno essere delle deroghe, ma solo in casi specifici. “Qualora uno studente avesse superato il limite massimo di un quarto delle assenze annuali, il consiglio di classe potrà derogare solo per motivi legati alla salute, familiari, o per situazioni certificate che hanno costretto l’allievo ad allontanarsi per un dato periodo dalle lezioni scolastiche”. In questo modo, le assenze in eccesso saranno giustificate da queste situazioni e verranno scaricate dal numero totale.

Chi rischia di non essere ammesso alla Maturità?

In linea generale, però, resta il fatto che uno studente che ha più di due insufficienze oppure un numero di assenza tale da impedire lo scrutinio, rischia la non ammissione agli Esami di Stato 2022. A meno che non ci siano motivi reali, come abbiamo visto in precedenza, a cui è possibile sopperire. A rischiare, però, potrà essere anche lo studente che ha collezionato una sola insufficienza grave, tale da non riuscire a raggiungere il sei in corso di scrutinio finale.

Voti e credito scolastico: chi li decide e come vengono assegnati

In sede di consiglio di classe di fine anno, sono tre i passaggi che porteranno i docenti a decretare il voto di ammissione e i crediti scolastici assegnati a ogni maturando (fino a un massimo di 50 punti, praticamente metà voto d’esame).

In una prima fase “gli insegnanti portano all’attenzione del consiglio di classe i cosiddetti ‘voti proposti’. A seguire, si possono immaginare degli arrotondamenti e una serie di altri elementi che possano portare anche a un cambio di voto rispetto a quello precedentemente proposto dal docente di riferimento”. Si procede, poi, con l’assegnazione definitiva dei voti e con il calcolo di una media aritmetica: “Questa verrà considerata per l’attribuzione del credito scolastico che sarà definito per fasce e quindi in base all’esito numerico: se la media è sotto 0,5 si va sul limite inferiore della fascia; se supera lo 0,5 si va sulla fascia superiore del credito scolastico”.

E chi non ottiene una media aritmetica netta? “Con i mezzi voti non c’è una decisione automatica - spiega Costarelli - ma entrano in ballo alcuni aspetti aggiuntivi rispetto al rendimento curriculare, come le attività a cui lo studente ha partecipato durante l’anno scolastico come ampliamento, elementi che possono contribuire a portare verso il limite alto della fascia quando ci si trova di fronte a un risultato di 0,50”.

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