mondo

Libia, missione umanitaria a Tunisi

P.Chigi: "Assistenza a 10mila profughi"

Una missione umanitaria Italiana in Tunisia per dare assistenza ai profughi in loco, visto che ai confini arrivano tutte le persone in fuga dalla Libia. E' quanto è stato deciso, secondo quanto si apprende da fonti presenti alla riunione, nel corso del vertice a Palazzo Chigi, con il premier Berlusconi e diversi ministri. La stima è che la missione darà assistenza a 10mila profughi.

La notizia di una missione italiana era stata anticipata dal ministro degli Esteri Frattini nel pomeriggio di martedì, quando il titolare della Farnesina aveva annunciato l'invio di "una unità italiana alla frontiera, dotata di materiale umanitario e per l'assistenza medica. Prevediamo -aveva spiegato Frattini - la presenza di gente della cooperazione".

A destare preoccupazione è soprattutto la situazione al confine tra Tunisia e Libia, arrivata a un punto di crisi, tale da far parlare di emergenza umanitaria. Melissa Fleming, portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), ha dichiarato alla Bbc che "al momento ci sono almeno 25.000 persone bloccate al confine, chiuso dalle autorità tunisine perché la capacità massima è stata superata". Secondo altre stime, sarebbero invece addirittura fra i 40 e i 60mila i profughi che tentano di fuggire dalla Libia, attraverso la frontiera tunisina.

La crisi libica e la così detta primavera araba, e le relative conseguenze ed emergenze umanitarie, saranno al centro di un vertice straordinario dell'Unione europea fissato per venerdì 11 marzo.

Maroni: "Rischio infiltrazioni di Al Qaeda"
Se perdura la "situazione di stallo" in Libia, c'è "il rischio di infiltrazioni di Al Qaeda". Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, intervenendo in audizione di fronte alle Commissioni Affari costituzionali ed Esteri di Camera e Senato. "Sappiamo che ci sono decine di migliaia di persone in fuga. In 60mila sono accampati in in Tunisia ed altrettanti ancora in Libia. Questo ci preoccupa".