La procura di Milano ha aperto un'inchiesta a carico di ignoti ipotizzando i reati di truffa aggravata ai danni di enti pubblici e abuso d'ufficio per lo scandalo degli affitti di favore a personalità vip, partito dal Pio Albergo Trivulzio (Pat) e poi allargatosi ad altri enti pubblici. La Guardia di Finanza esaminerà i contratti di affitto molto bassi del Pat, della Fondazione Policlinico, dell'Aler (edilizia popolare) e della Golgi-Radaelli.
Il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e il pm Maurizio Romanelli, che coordinano le indagini, avviate da una denuncia depositata nelle scorse settimane da qualcuno non proveniente dal mondo politico, hanno già contattato i loro colleghi della procura della Corte dei Conti, che nelle scorse settimane hanno aperto un'indagine per verificare un possibile danno erariale.
Nei giorni scorsi lo scandalo "affittopoli" al Pio Albergo Trivulzio aveva portato all'azzeramento dei vertici della Baggina, con le dimissioni anche del presidente Emilio Trabucchi, e al commissariamento dell'ente. L'elenco degli affitti ai vip con canoni di favore era stato anche consegnato alla Commissione Casa e Demanio del Comune.
Nella lista degli oltre mille immobili della Baggina affittati a canoni di favore e decisamente fuori mercato erano spuntati nei giorni scorsi i nomi di molti inquilini famosi, come l'ex étoile Carla Fracci, il direttore generale del Milan, Ariedo Braida e Piero Testoni, parlamentare del Pdl e nipote del presidente emerito Francesco Cossiga. Nella lista del Policlinico, tra gli altri, compariva l'ex assessore regionale lombardo Pier Gianni Prosperini, finito in carcere alla fine del 2009 per tangenti (con pena poi patteggiata). Per tre cespiti di 700 metri quadrati a Vernate, nel Milanese, Prosperini paga un affitto inferiore ai mille euro al mese.