A Brembate di Sopra, dopo il ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio in un campo a pochi chilometri dal suo paese, rimangono molti misteri da risolvere. Tante infatti sono ancora le domande senza risposta. Come mai nessuno ha visto niente? Dov'è il suo telefonino? Anche la tecnologia questa volta non è stata di aiuto, a partire dalle telefonate messe al vaglio dagli inquirenti, ma che purtroppo non hanno portato a una pista attendibile.
Ci sono poi le ricerche ininterrotte nel cantiere di Mapello. I cani cercavano lì il corpo di Yara, ma lì non c'era. Potrebbe essere stata uccisa lì e poi portata via, ma anche questa non è una certezza. Inoltre, come mai, durante le ricerche, le squadre di soccorritori che hanno setacciato anche la zona di Chignolo, non hanno visto il corpo? Tanti domande che difficilmente, viste le condizioni del corpo della 13enne, si riusciranno a risolvere.
Ci sono poi le tante piste seguite che però non hanno portato a nulla. Un 19enne del paese, Enrico Tironi, racconta di aver visto la ragazzina parlare con due uomini vicino a un'auto rossa ammaccata la sera del 26 novembre. Gli inquirenti, però, ritengono inattendibile il racconto del giovane.
Il 5 dicembre invece è un marocchino di 22 anni ad essere fermato su una nave diretta in Marocco perché sospettato del sequestro e dell'omicidio di Yara: è Mohammed Fikri, un operaio del cantiere dove si erano concentrate le ricerche dopo che i cani avevano fiutato tracce della ragazza. A insospettire gli investigatori la decisione di lasciare lavoro e casa all'improvviso e imbarcarsi per l'Africa.
Ma le accuse contro Fikri subito vacillano: da alcune frasi intercettate si pensava di aver trovato la soluzione del giallo, ma alcune parole in arabo mal tradotte e un biglietto per il Marocco già in tasca da tempo fanno cadere l'ipotesi di una fuga. Il 7 Mohammed Fikri esce dal carcere.
Il 12 dicmbre emerge l'ipotesi investigativa di un possibile rapimento legato all'ambiente di lavoro di Fulvio Gambirasio, padre di Yara, la cui ditta avrebbe avuto rapporti con un'azienda coinvolta con la camorra. L'azienda sarebbe stata anche impiegata nel cantiere del centro commerciale di Mapello, dove le ricerche si erano indirizzate dall'inizio. Fulvio Gambirasio respinge l'ipotesi spiegando di non avere nemici o fatti da nascondere.
A fine gennaio per due giorni Yara è stata cercata anche in provincia di Udine, in una zona montana impervia nel comune di Socchieve. Lo confermano i carabinieri di Ampezzo, che hanno partecipato alle battute insieme ai colleghi del soccorso alpino di Tolmezzo e con l'appoggio di due unità cinofile fatte arrivare da Padova. Le ricerche sono scattate a seguito di una segnalazione anonima pervenuta ai carabinieri di Bergamo, che l'hanno girata ai colleghi friulani.
Nel dettaglio, una sedicente veggente ha inviato un esposto scritto in cui affermava di aver sognato Yara, morta, distesa in un corso d'acqua non specificato. Le indicazioni geografiche della sensitiva hanno portata a Viaso, una frazione di Socchieve. I militari dell'Arma, in tutto una ventina, hanno setacciato i vari ruscelli e la boscaglia della zona, con esito negativo.