Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha deciso che non difenderà più nelle corti federali il "Marriage Act", la legge americana che vieta le unioni tra coppie omosessuali. Lo ha annunciato il Dipartimento di Giustizia, evidenziando l'incostituzionalità della legge. Per il ministro della Giustizia, Eric Holder, Obama "ha concluso che non dovranno più essere sottoposte a maggiori controlli le classificazioni basate sull'orientamento sessuale".
"Gran parte del panorama giuridico è cambiato in 15 anni, da quando il Congresso ha approvato la Doma (Defense of Marriage Act)", sottolinea inoltre Holder, rilevando che la Corte Suprema ha stabilito l'incostituzionalità di leggi che criminalizzano l'omosessualità. Attualmente la legge sui matrimoni riconosce come tali solo quelli tra un uomo e una donna.
L'iniziativa di Obama è destinata a ricevere il benvenuto degli attivisti per i diritti dei gay che hanno spesso criticato il Presidente per essersi mosso troppo lentamente nei primi due anni alla Casa Bianca per affrontare questo problema. Finora Obama aveva criticato il Defense of Marriage Act come una politica sbagliata e aveva sollecitato il Congresso ad annullarla, ma la sua amministrazione aveva inviato i legali del ministero della Giustizia nelle aule di tribunale a difenderne la costituzionalità.