"Chiederò un incontro urgente al ministro Maroni, perché non si può pensare di far finta di niente di fronte a un problema che è sotto gli occhi di tutti". Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Gianni Alemanno replicando alla nota del Viminale. "Non concedere nuove risorse al Lazio per l'attuazione del Piano nomadi significa continuare ad alimentare l'emergenza - conclude -. Ci vuole chiarezza sulle assunzioni di responsabilità".
Si fa rovente, dunque, il clima attorno alla vicenda del piano nomadi nella capitale. Dal Viminale infatti si sottolinea la "sorpresa" per la lettera inviata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro, al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dopo la morte dei quattro bimbi rom.
Il sindaco ha chiesto altri 30 milioni per l'emergenza nomadi, ma al ministero dell'Interno ricordano che il Viminale ha già stanziato complessivamente 60 milioni di euro per l'emergenza in cinque regioni (Lazio, Campania, Lombardia, Veneto e Piemonte). Al Lazio ne sono andati un terzo (20 milioni circa), ai quali vanno aggiunti altri 12 milioni concessi da Comune e Regione, per un totale di 32 milioni di euro.
Ma non è tutto qui. La sorpresa al Viminale, oltre ad aver appreso della lettera dalla stampa, è data dal fatto che il piano nomadi di Roma è stato approvato e finanziato da tempo e nelle numerose riunioni svolte nei mesi successivi all'approvazione, dalla Capitale, fino a ieri, non era stata segnalata alcuna nuova esigenza. La richiesta al ministero è apparsa quindi "immotivata" e, comunque, contenendo domande di deroghe importanti, come quelle ai vincoli archeologici, andrebbe girata a Palazzo Chigi.
Marterì Gianni Alemanno, che ha detto di non volere più veti, ha chiesto di derogare ai vincoli archeologici nella Caput mundi, pur di fare, adesso rapidamente, i campi regolari per i nomadi. Sindaco e prefetto, nelle vesti di commissario straordinario, si sono messi comunque subito al lavoro, per realizzare la prima tendopoli: nella periferia di Roma, entro la prossima settimana. Sarà gestita dalla Protezione Civile.
Gli sgomberi dei rom che occupano insediamenti abusivi inizieranno subito dopo. I nomadi dovranno abbandonare oltre 50 microcampi. Il sindaco di Roma ha aperto la giornata ribadendo la guerra a chi vorrà bloccarlo: "Non starò più zitto". Poi con il prefetto Giuseppe Pecoraro, ha firmato appunto la lettera che scatena la polemica - indirizzata al Presidente del Consiglio, al Governo e al ministro Roberto Maroni - con la quale chiede poteri nuovi per il commissario. C'è anche la deroga ai vincoli archeologici, e la possibilità di eliminare o ridurre i termini della conferenza dei servizi. Nel testi si chiedono poi risorse - 30 milioni come annunciato ieri - e 500 tende, della protezione civile e dei vigili del fuoco.