Per Gianfranco Fini "chi è eletto per governare non può sentirsi un sovrano al di sopra delle leggi". E' quanto ricorda il presidente della Camera durante una cena di militanti e iscritti piemontesi al Fli. "Non ci si può difendere dai processi, ma nei processi", ha dichiarato Fini che non risparmia frecciate al centrodestra: "Basta raccontare favole ai bambini".
A più di 600 futuristi giunti a Pecetto, sulle colline torinesi, da tutto il Piemonte, Fini spiega che Berlusconi, lui che aveva coniato la felice espressione del "teatrino della politica", è diventato il protagonista e che, "se continua di questo passo", dopo comunisti, giornalisti, magistrati, "alleati che non hanno capito" e "coloro che avrebbero tradito", "se la prenderà con gli alieni".
"Basta favole"
Fini attacca anche il centrodestra: "I problemi non si risolvono con la bacchetta magica: vogliamo un centrodestra che smetta di raccontare favole ai bambini e che dica agli italiani che bisogna bere delle medicine amare".
"Difendersi nei tribunali"
Al centro dell'intervento di Fini cè sempre la legalità. "Chi è eletto per governare - ricorda - quando è chiamato a rispondere del suo operato deve presentarsi davanti a coloro che, Costituzione alla mano, sono deputati a farlo nelle aule dei Tribunali". Ma oltre alla legalità, ai militanti piemontesi del suo partito Fini ricorda "le bandiere della moralità e del decoro che - dice - abbiamo intenzione di tenere alte". "E' uno scempio una realtà in cui si garantisce l'elezione nel listino bloccato a chi non ha altro che una certa presenza fisica e una predisposizione a fare cose che non hanno nulla a che vedere con la politica".
"Cetto La Qualunque una realtà?"
Di questo scempio - aggiunge - "non si può tacere perché vorrebbe dire essere corresponsabili. Noi - ricorda ai suoi - non abbiamo taciuto quando eravamo nel Pdl e non abbiamo bisogno di farlo ora". Fini cita il film di Albanese e si chiede se "Cetto La Qualunque è una drammatica finzione o una realtà". Il successo del film sta "nel fatto che in apparenza è una finzione, ma è anche la fotocopia della realtà".