Marcature arcigne, massima attenzione, tanta grinta: questo, soprattutto questo, è Emiliano Mondonico. Che senza calcio, senza panchina, non sa proprio stare. Eppure adesso, almeno per un breve periodo, dovrà allontanarsi dai campi di gioco. La notizia dell'abbandono per ''gravi motivi di salute'' ha colpito la Bergamo calcistica come un pugno nello stomaco. Nessuno se l'aspettava, anche se pare che i giocatori e la società conoscessero da qualche giorno le intenzioni dell'allenatore dell'Albinoleffe, che venerdì in conferenza stampa non aveva lasciato trasparire nulla. Dopo la partita con l'Ascoli, finita 1-1, è arrivato l'annuncio: Mondonico, 63 anni, lascia "temporaneamente" la panchina seriana. Non si sa però se e quando tornerà ad allenare. Il tecnico, che la settimana scorsa contro il Livorno aveva festeggiato le 1.050 panchine in carriera, aveva già in passato lottato contro una grave malattia.
Da sempre legato a Bergamo, dove centro' la semifinale di Coppa delle Coppe con l'Atalanta nella stagione 1987-1988, ha allenato anche il Torino, dove si era gia' affermato da giocatore tra il 1968 e il 1970. Con i granata perse la finale di Coppa Uefa del 1992 contro l'Ajax, in una partita che divento' celebre anche per l'episodio della sedia agitata in aria da Mondonico, furioso per le decisioni arbitrali sfavorevoli. Con il Torino riusci' pero' a conquistare la Coppa Italia l'anno successivo. Il tecnico di Rivolta d'Adda (Cremona) ha ottenuto anche cinque promozioni in serie A, la prima con la Cremonese nel 1984, l'ultima con la Fiorentina nel 2003-2004.
In carriera ha allenato anche Napoli, Fiorentina, Como e Cosenza. Nel gennaio 2006 fu chiamato dall'Albinoleffe per sostituire l'esonerato Vincenzo Esposito. Dopo aver salvato la squadra resto' anche l'anno successivo, per poi cedere alle ragioni del cuore e scendere in serie C per allenare la 'sua' Cremonese. Nel 2009 di nuovo all'Albinoleffe: l'estate scorsa annuncio' che sarebbe rimasto a Bergamo durante la tradizionale festa nella sua cascina di Rivolta d'Adda, alla presenza di tutta la squadra e dei vecchi amici-allievi Vieri e Montero. Un gesto tipico del personaggio Mondonico, sempre controcorrente e abituato a sfidare i poteri forti del calcio italiano. Negli ultimi anni e' stato anche apprezzato commentatore televisivo, oltre che seguitissimo oratore all'Universita' di Bergamo, dove ha spiegato agli studenti come si gestiscono i talenti. Adesso, come detto, dovrà prendersi una pausa. Per dedicarsi a un'altra partita, la più importante. Auguri, Mondo. Il calcio ti aspetta.