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Usa-Russia, verso lo scambio tra la cestista Brittney Griner e il trafficante d’armi Viktor But

Le autorità russe hanno prorogato fino al 18 giugno lo stato di carcerazione preventiva della campionessa olimpica di basket, accusata di traffico di droga

Ansa

Sono in corso trattative per uno scambio tra la famosa cestista americana Brittney Griner e il trafficante d’armi russo Viktor But, detenuto nello Stato americano dell'Illinois. Secondo i media statali russi, che citano fonti interne dei Servizi segreti, lo scambio è "altamente probabile". Intanto le autorità russe hanno prorogato fino al 18 giugno lo stato di carcerazione preventiva della campionessa olimpica di basket, accusata di traffico di droga. 

Secondo quanto riferito dalla Cnn, che cita l'agenzia Tass, il tribunale di Khimki, della regione di Mosca, ha accolto le richieste dell'accusa, prorogando l'arresto preventivo dell'atleta. La Griner era stata arrestata lo scorso 17 febbraio all'aeroporto Sheremetyevo, nei pressi di Mosca, dopo il ritrovamento nel suo bagaglio di olio di hashish.

Personaggio da romanzo - Nessuno immaginava che la contropartita russa potesse essere questo personaggio dai contorni romanzeschi. But, 55 anni, è stato arrestato il 6 marzo 2008 in Thailandia e poi estradato negli Usa dove è stato riconosciuto colpevole di aver venduto armi alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia. I media occidentali, ricorda il Corriere della sera, lo chiamano il barone delle armi e i servizi segreti americani lo considerano uno dei più grossi trafficanti del mondo.

Ex interprete militare, dopo lo scioglimento dell’Urss si era messo in proprio diventando occupandosi di trasporti aerei commerciali nella Repubblica sudafricana e poi negli Emirati Arabi. A metà degli anni ’90 venne associato alle forniture illegali di armi in Afghanistan e in una serie di paesi africani. Non mancano i sospetti e le accuse su contrabbando di diamanti e riciclaggio del denaro. Alle sue gesta è ispirato il personaggio interpretato da Nicolas Cage nel film Lord of war.

Anche Brittney Griner non è certo una sconosciuta. Due metri e sei centimetri di statura, lunghi capelli rasta che porta fin dall’inizio della carriera. Una delle atlete più conosciute del basket femminile, all’università la prima a essere nominata miglior giocatrice della stagione e della sua fase finale, riuscendo al tempo stesso anche a vincere il titolo. Una volta diventata professionista, è entrata nel libro dei record per aver segnato duemila punti e realizzato cinquecento stoppate in una sola stagione. Sostenitrice del movimento Black lives matter, in nome del quale lo scorso anno inscenò una clamorosa protesta, con la sua squadra che uscì dal campo durante l’esecuzione dell’inno americano. È anche una attivista della comunità Lgbt americana, la prima campionessa dichiaratamente lesbica ad avere firmato un contratto di sponsorizzazione con la Nike.

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