A Lissone in Brianza come 20 anni fa a Roma all'hotel Raphael, un centinaio di persone hanno protestato contro l'inaugurazione di una piazza dedicata all'ex leader Psi lanciando monetine. Al suo posto un cartello adesivo con su scritto "Piazza Pertini, Presidente degli italiani". La cerimonia di inaugurazione è stata sospesa in piazza ed è proseguita al chiuso. "Non mi fanno nè caldo nè freddo" il commento di Stefania Craxi.
La presenza di un piccolo gruppetto di esagitati contestatori non ha impedito il regolare svolgimento della cerimonia di inaugurazione di "Piazza Bettino Craxi - Statista" a Lissone. E' stata la precisazione di Andrea Spiri, portavoce del Sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi. "La targa è stata regolarmente scoperta e la manifestazione è poi proseguita all'interno di Palazzo Terragni, come già previsto dagli organizzatori. Non vi è stato dunque alcun "cambio di programma, nè tanto meno alcuna interruzione della cerimonia, come erroneamente riportato da alcuni organi di informazione".
Almeno un centinaio di persone in protesta
Un centinaio di persone, tra cui il blogger Piero Ricca e molti simpatizzanti dell'Idv, hanno voluto manifestare contro il Comune. Una Giunta guidata dal sindaco leghista Ambrogio Fossati. La cerimonia di inaugurazione della piazza è stata sospesa appena cominciata e il gruppo si è spostato velocemente, scortato dalle forze dell'ordine, nel vicino Palazzo Terragni, dove era in programma la seconda parete della giornata, un convegno.
Dentro e fuori dall'edificio si è svolta una mattinata da 'amarcord'. Da una parte i socialisti, tra cui la sorella di Bettino, Rosilda, a ricordare i "bei vecchi tempi" della Prima Repubblica e del "garofano protagonista della politica italiana", auspicando un ritorno all'unità della vasta diaspora socialista. Dall'altra i contestatori, a tracciare parallelismi tra la situazione del 1992 e quella del 2011, tra gli scandali a base di "mazzette" di ieri e "quelli a base di sesso di oggi", come ha sostenuto Giacomo, che tra le mani aveva un cartello con scritto "Via Craxi, Berlusconi d'Hammamet". Somiglianze storiche che Stefania Craxi ha escluso, perché "l'Italia non è il Paese degli scandali dipinta dai giornali", anche se "la distruzione del sistema dei partiti ha portato la selezione della classe dirigente nelle mani del potente di turno".
Stefania Craxi: "Non hanno nessuna autorità per giudicare"
"Non mi fanno nè caldo nè freddo -ha commentato Stefania Craxi-. Non hanno l'autorità morale, politica e grammaticale per esprimersi su mio padre". La figlia dell'ex Presidente del Consiglio - che ha voluto chiudere la cerimonia "come a volte faceva Bettino", declamando i versi della canzone 'Viva l'Italia' di Francesco de Gregori - si è poi detta "certa che il sindaco Moratti troverà il modo di rispettare la promessa fatta", ovvero di dedicare una piazza a Bettino Craxi nella sua Milano. Anche a costo di affrontare di nuovo le polemiche, "perché - ha sostenuto l'assessore milanese Stefano Pillitteri - la figura e la parabola di Craxi divide ancora, perché rappresenta la cattiva coscienza di questo Paese".