Il governo tunisino ha ordinato la chiusura "fino a nuovo ordine" di tutte le scuole e le università in risposta all'ondata di proteste e scontri scoppiati nel Paese. "In seguito alle violenze nelle università e nei licei, in attesa dell'identificazione dei responsabili dell'istigazione degli studenti, abbiamo deciso di sospendere le lezioni in tutti gli istituti di istruzione da martedì, fino ad ulteriore annuncio", ha detto il ministero dell'Istruzione.
Il presidente tunisino, Zine El Abidine Ben Alì, ha invece condannato in un messaggio televisivo le violenze, da lui definite "atti terroristici imperdonabili compiuti da delinquenti con il volto coperto". Ben Alì ha anche promesso la creazione di 300mila nuovi posti di lavoro entro la fine del 2012. "Abbiamo deciso di moltiplicare le capacità d'impiego e le fonti di reddito in tutti i settori nel biennio 2011-2012", ha dichiarato il presidente tunisino, denunciando "gli atti terroristici" che "sono stati commessi durante la notte da bande di delinquenti con il volto coperto". Secondo il presidente, questi delinquenti "non esitano a coinvolgere i bambini in questi atti di vandalismo e di distruzione, e diffondono slogan e informazioni false". "A coloro che vogliono attentare agli interessi del paese, o manipolare i nostri giovani noi diciamo che la legge sarà applicata" ha concluso, esortando i tunisini "a proteggere i loro figli dai malfattori".
Le proteste però continuano in tutto il Paese: la polizia tunisina ha disperso una manifestazione nel centro di Tunisi, dove un gruppo di artisti ha cercato di radunarsi davanti al Teatro municipale per "esprimere pacificamente la nostra rabbia e la nostra indignazione". E un altro giovane tunisino, un disoccupato 23enne, si è suicidato per protesta arrampicandosi su un traliccio dell'alta tensione e lasciandosi cadere sui fili.
Intanto anche l'Unione Europea, dopo gli Stati Uniti, ha criticato la repressione violenta delle proteste da parte delle forze dell'ordine tunisine, condizionado i negoziati sul rafforzamento dei rapporti tra Ue e Tunisia a un migliore rispetto dei diritti umani. Il capo della diplomazia europea Catherine Ashton ha inoltre chiesto la "liberazione immediata" dei manifestanti arrestati.