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Ucraina, Draghi: "La Russia non è più Golia, non è invincibile" | "All'Ucraina non possiamo imporre la pace"

Sull'emergenza energetica propone un cartello di compratori con gli Usa per stabilizzare i prezzi. E sul gas ammette: "Alcuni grossi compratori tedeschi acquistano dai russi pagando in rubli"

"La guerra ha cambiato fisionomia: inizialmente era una guerra in cui si pensava ci fossero un Golia e un Davide. Oggi il panorama si è completamente capovolto". Così Mario Draghi nella conferenza stampa dall'ambasciata italiana a Washington. "Certamente - ha aggiunto il premier, che martedì ha incontrato Joe Biden - non c'è più un Golia: quella che sembrava una potenza invincibile sul campo e con armi convenzionali si è dimostrata non invincibile". 

Draghi a Washington: "La Russia non è invincibile"

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"Insisteremo in Ue sul tetto del gas" - "Con il presidente Biden siamo insoddisfatti di come funzionano le cose nel campo del petrolio per gli Usa, nel campo del gas per l'Europa. Entrambi abbiamo condiviso un concetto abbastanza generale di tetto al prezzo di petrolio e gas. Ma l'attuale struttura di funzionamento dei mercati non va, perché i prezzi non hanno alcuna relazione domanda offerta, da ben prima della guerra". Lo ha ribadito il presidente del Consiglio osservando che "le distorsioni in Europa sono molto forti anche per questo legame tra vari prezzi, tutti agganciati al prezzo marginale del gas". Dunque con Biden "abbiamo condiviso questa insoddisfazione, i provvedimenti e le decisioni se si riusciranno a prendere sono in corso di preparazione. In Europa dobbiamo essere tutti d'accordo, e altri Stati membri sono di avviso diverso dal nostro. Ma noi continueremo ad andare avanti", ha assicurato Draghi.

Gas via mare, le strade per fare a meno della Russia

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C'è gas che arriva da tutto il mondo, tranne che dalla Russia, sulle navi metaniere che attraccano ogni settimana al terminale gasiero di Adriatic Lng, 15 km al largo della costa veneta, a Porto Viro (Rovigo). E'il rigassificatore più grande dei tre esistenti in Italia - gli altri sono a Panigaglia (La Spezia) e a Livorno - il primo al mondo realizzato off-shore.  Diventerà il nostro caposaldo quando il Governo, d'intesa con i partner dell'Ue, deciderà di chiudere definitivamente il rubinetto al gas di Mosca. Col rigassificatore in Adriatico, una struttura in cemento armato lunga 180 metri, larga 88 e alta 47 metri, (oltre che dagli altri due impianti nazionali) si garantirà il riscaldamento agli italiani il prossimo inverno. Quello di Porto Viro, entrato in funzione nel 2009, è l'unico impianto italiano a poter accettare le metaniere cosiddette 'super large scale vessels' con capacità sino a 217mila metri cubi liquidi. Mas come funziona il rigassificatore? Il combustibile fossile arriva infatti sulle navi allo stato liquido, compresso a -160 gradi. Viene riportato allo stato gassoso - e a quel punto avviato verso la rete di distribuzione - sfruttando la differenza di temperatura data dall'acqua di mare. Intanto davanti alla costa veneta le navi vanno e vengono senza sosta. Dall'inizio del 2022 sono già 18 le metaniere giunte al terminale, per un totale di oltre 1,5 mld di metri cubi di gas. Nel 2020 erano state 76, 81 nel 2021. Il metano liquefetto arriva qui da 9 Paesi: prevalentemente dal Qatar, ma anche da Egitto, Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, Norvegia, Nigeria, USA, Angola.

Petrolio: Opec produca di più o si crei un cartello di compratori - "Il motivo per cui ci è venuto in mente di mettere un tetto al prezzo del gas è che il potere la Ue ha come compratore di gas a livello mondiale ma certamente a livello di importazioni dalla Russia è tale che va esercitato e nel caso specifico ridurrebbe anche gli aiuti finanziari a Putin per continuare la guerra". Questo il commento di Mario Draghi dopo il colloquio con Joe Biden, sottolineando che gli Usa stanno facendo "la stessa riflessione sul petrolio: l'idea è creare un cartello di compratori o di persuadere, forse la strada preferibile, l'Opec in particolare ad aumentare la produzione su entrambe le strade bisogna lavorare molto".

"Molti importatori di gas hanno pagato gas in rubli" - "Nessuno ha mai detto niente se i pagamenti in rubli violano le sanzioni, è una zona così grigia. Il più grande importatore di gas in Germania ha già pagato in rubli e la maggior parte degli importatori ha aperto i conti in rubli", ha ammesso Mario Draghi. "Sono fiducioso" che continueranno "i pagamenti ma per una ragione stupida forse, non c'è nessuna dichiarazione ufficiale che i pagamenti violino le sanzioni".

"E' Zelensky che deve definire cosa è vittoria non possiamo imporre la pace" - Occorre cominciare "tutti quanti" a "riflettere su quali siano gli obiettivi di questa guerra". Lo ha ribadito il premier Mario Draghi, aggiungendo che e' il presidente ucraino Zelensky che "deve definire questa vittoria". "Non ho detto che serve un tavolo tra Stati Uniti e Russia, ho detto un tavolo con tutti e l'Ucraina è l'attore principale attorno a questo tavolo. Bisogna togliere il sospetto che le parti più deboli, soprattutto gli ucraini, hanno in questo momento che si arrivi a una pace imposta. Una pace che magari fa comodo agli Usa, all'Europa, ai russi, ma non è accettabile dagli ucraini. È la ricetta per arrivare al disastro, perché a quel punto la pace non sarà credibile, perché i primi a mantenere la pace saranno gli ucraini e i russi. Altrimenti non ci sarà pace, ci sarà una finta pace che verrà tradita ogni momento", ha detto  il presidente del Consiglio Mario Draghi.
 

"In Ucraina non bisogna cercare di vincere ma cercare la pace" - In Ucraina non "bisogna cercare di vincere" ma "cercare la pace", ha detto Mario Draghi, parlando ai giornalisti nella conferenza stampa organizzata a Washington. Rispondendo a una domanda sul ruolo dell'Italia quale potenziale mediatore, Draghi ha dichiarato: "Non bisogna cercare un ruolo ma la pace, chiunque sia la persona o le persone coinvolte in questo. Intanto mi auguro che siano coinvolte, poi chiunque sia l'importante è che cerchi la pace, chi fa questo sforzo non deve cercare affermazioni di parte. Non bisogna cercare di vincere, la vittoria non è definita. Che significa vincere? Per gli ucraini è definita significa respingere l'invasione, ma per gli altri?".

"Tutti devono fare uno sforzo anche gli Stati Uniti" - "Le parti devono chiedersi quali sono gli obiettivi della guerra. Che pace si vuole: l'Ucraina divisa, i soldati russi non occupano nessuna parte? Ma prima occorre uno sforzo che occorre fare, tutti ma in particolare Russia e Usa, di sedersi a un tavolo. Non è più valida la risposta di Putin che mi disse: è troppo presto perché bisogna che un accordo sia già pronto. Ora non è più così: né gli uni né gli altri hanno chiarissimi gli obiettivi della guerra e li devono definire, occorre sforzarsi per portare le parti al tavolo", ha aggiunto Draghi.

"Ho detto a Biden che bisogna pensare alla ricostruzione" - Draghi ha manifestato al presidente Joe Biden la necessità di "pensare una ricostruzione" dell'Ucraina. "I Paesi europei come l'Italia non hanno le risorse nel bilancio nazionale per partecipare alla ricostruzione dell'Ucraina. Quindi occorre che tutta l'Unione europea investa, faccia proprie queste sfide e dia una risposta collettiva. L'Italia farà la sua parte, ma deve farla insieme agli altri", ha affermato Draghi nella conferenza stampa organizzata durante la sua missione a Washington.

"Biden amico dell'Europa, mi ha assicurato sostegno" - "Ieri a Biden ho detto che questa guerra produrrà cambiamenti drastici in Europa, siamo stati sempre vicini ma dopo lo saremo e lo dovremo diventare molto di più. So, gli ho detto, che posso contare sul tuo sostegno. La risposta che mi ha dato è sì: sono stato sempre amico dell'Ue e il sostegno ci sarà. Al G7 in Cornovaglia in cui voleva rimarcare le differenze tra Gran Bretagna e Ue, disse: io sono profondamente europeo, l'Ue la convido in pieno. Biden è grato e leale al processo dell'Ue", ha detto il presidente del
Consiglio.

"Serve conferenza Ue per razionalizzare spese militari" - "La Ue spende più di tre volte di quello che spende la Russia in campo militare, quindi c'è molta duplicazione, la prima cosa da fare è organizzare una conferenza tra tutti gli stati membri per razionalizzare la spesa militare": questo il parere di Mario Draghi rispondendo ad una domanda sulle prospettive dell'autonomia strategica della Ue. 

"Gli Usa ancora nazione indispensabile? Sì" - "Sì, sì". Così Mario Draghi al termine della conferenza stampa all'ambasciata d'Italia a Washington ha risposto a una battuta di un giornalista che gli ha chiesto se gli Stati Uniti siano ancora una "nazione indispensabile". "Le visioni europee non sono in contrasto con quelle Usa, ma sono in fase di cambimento e per questo occorre affrontare questa diversità che si manifesterà tra poco ma non siamo al livello di contrasto. Quello di cui abbiamo parlato oggi è una riflessione preventiva". Secondo Draghi "la Cina non è alleata degli Stati Uniti, non si capisce bene come viva questa alleanza con la Russia. Bisogna iniziare a riflettere sugli obiettivi di questa guerra, e su questa riflessione poi decidiamo cosa fare", ha concluso Draghi, ribadendo che "è l'Ucraina che definisce cosa è una vittoria, non siamo noi".

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