Una frase di Luigi Einaudi, suo lontano predecessore al Quirinale, sui poteri del presidente, appariva su un cartoncino, sul tavolo accanto alla scrivania di Giorgio Napolitano. "E' dovere del presidente - questa la frase - di evitare si pongano, nel suo silenzio o nella inammissibile sua ignoranza, precedenti grazie ai quali accada che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la costituzione gli attribuisce".
La frase è tratta dal libro "Lo scrittoio del Presidente" rappresenta una sottolineatura delle prerogative del capo dello Stato.
Tra gli altri oggetti presenti sulla scrivania si potevano notare la Costituzione italiana, due foto con Altiero Spinelli e con Barack Obama e alcuni volumi di argomento risorgimentale. Sulla scrivania di Napolitano c'erano, a simboleggiare l'attenzione del capo dello Stato per l'Europa e l'unità d'Italia, da una parte la Costituzione per l'Europa e il Manifesto di Ventotene, dall'altra sei libri che richiamavano i 150 anni dell'Unità: il "Diario della spedizione dei mille di Ippolito Nievo", "I luoghi della memoria" di Mario Isneghi, la "Vita di Cavour" scritta da Rosario Romeo, il testo fondamentale di Giuseppe Mazzini "Dei doveri dell'uomo", lo studio di Gilles Pecout "Naissance de l'Italie contemporaine" e il libro collettivo curato da Giuseppe Talamo "I padri fondatori".
Dietro la scrivania , su un altro tavolino, c'erano la Costituzione, le due foto di Napolitano con Spinelli e Obama e tre piccoli volumetti: "La vita nova" di Dante Alighieri, gli "Adagia" di Erasmo da Rotterdam e le poesie di Federico Garcia Lorca. Accanto, un cartoncino con la riproduzione della frase di Luigi Einaudi.