Nuovi scontri tra cristiani e musulmani sono scoppiati nei pressi della città di Jos in Nigeria. Alcuni edifici nella zona sono "in fiamme" e ci sono almeno un morto e "molti feriti", riferiscono testimoni. "Le case sono state incendiate e ci sono feriti coperti di sangue". Gli scontri fanno seguito alle esplosioni a catena a Jos che alla vigilia di Natale hanno provocato la morte di almeno 32 persone e il ferimento di altre 72.
"Ci sono stati alcuni tafferugli tra i due gruppi ma la situazione è sotto controllo ora", ha riferito il commissario Abdulrahman Akano della polizia dello Stato di Plateau, di cui Jos è la capitale. "Non abbiamo visto che un morto e una o due case sono state incendiate", ha aggiunto il poliziotto senza dare altre informazioni sulla vittima.
In altri attacchi durante la messa di Natale nel nord-est del più popoloso Paese africano sei persone sono rimaste uccise. A Jos arriverà il vicepresidente Namadi Sambo, per tentare di "sedare la crisi", ha affermato un portavoce.
Frattini condanna violenze
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha condannato i gravi episodi di intolleranza religiosa verificatisi in Nigeria. "Allorché la violenza viene associata alla professione di un credo religioso - ha affermato - vengono vulnerati quei principi di pace che costituiscono l'essenza di ogni religione". La Farnesina ha quindi convocato l'ambasciatore nigeriano a Roma per ribadire l'aspettativa che le autorità si adoperino per far cessare le violenze.