Il "Falco", questo il soprannome del pescarese Mario Ferri, l'invasore di campo durante la finale dei mondiali per club tra Inter e Mazembe, ha tentato la fuga da Dubai. Ferri si è nascosto su una nave da crociera ma è stato scoperto dalla polizia. Per lui un nuovo arresto e stavolta l'obbligo di permanenza nel suo albergo in attesa del processo che si svolgerà la prossima settimana.
"Falco", 23 anni, di Montesilvano (Pescara), non poteva lasciare gli Emirati perché, dovendo essere processato, gli era stato ritirato il passaporto. Ferri venerdì sera ha approfittato dell'opportunità di visitare una nave della Costa Crociere ormeggiata nel porto di Dubai per salire a bordo e nascondersi nella stiva bagagli, con l'intento di fuggire dagli Emirati e rientrare in Italia. E' stato però fermato e riportato a terra, per essere interrogato e trattenuto tutta la notte negli uffici della polizia portuale. Si è giustificato dicendo che voleva soltanto visitare la nave.
Tradito anche da Facebook
L'invasore di campo più famoso d'Italia aveva però preannunciato l'intenzione di imbarcarsi su una nave per tornare a casa in un video diffuso sul suo profilo Facebook. Dopo l'ultima invasione, una settimana fa, il rappresentante di commercio è stato arrestato ed ha trascorso un giorno in carcere "legato mani e piedi", come ha lui stesso raccontato alla stampa.
"Ho conosciuto una famiglia di italiani che è sulla barca - spiegava Ferri nel video - e cercherò di imbarcarmi, anche se ci vuole il passaporto. Devo tornare prima di Capodanno perché qui si va per le lunghe. Spero che sulla barca non mi 'becchino', perché sennò sono in un mare di guai". Nel video il "Falco" - che ha più volte invaso campi di calcio in Italia e all'estero, spesso indossando una maglia di "Superman" - parla anche della sua protesta nei confronti dello Stato italiano, che lo ha "segregato in casa: quando tornerò avrò problemi, non mi farò beccare dalla polizia".