cronaca

Appalti G8, indagati Verdini e Fusi

La Procura distrettuale antimafia dell'Aquila ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini al coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, e al presidente dimissionario della Btp e costruttore, Riccardo Fusi, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la ricostruzione dell'Aquila e del G8. Tale avviso è l'atto che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Verdini e Fusi sono indagati per tentato abuso d'ufficio.

Secondo il difensore di Denis Verdini, avvocato Marco Rocchi, la procura dell'Aquila ha riqualificato il reato, contestato allo stesso Verdini e a Fusi, da abuso d'ufficio a tentato abuso d'ufficio "con riguardo ad asseriti interessamenti dell'onorevole Verdini a presunto vantaggio di Riccardo Fusi".

L'avvocato Rocchi ha anche dichiarato che ora "è scomparso il doppio richiamo all'offerta economicamente più favorevole, comunque formulata dal consorzio che si è aggiudicato il lavoro, e si fa esclusivo riferimento ai rapporti tra l'onorevole Verdini e Riccardo Fusi, enfatizzando il rapporto di amicizia come movente per rapporti d'affari assolutamente inesistenti".

Nei giorni scorsi la Procura distrettuale antimafia dell'Aquila ha definito il filone d'inchiesta legato agli appalti per il G8 e la ricostruzione post-terremoto. Le indagini, in particolar modo sono incentrate soprattutto sul consorzio Federico II, del quale fa parte la Btp, presieduta da Riccardo Fusi, ora dimissionario.

Le indagini vogliono provare, oltre all'abuso d'ufficio, anche la corruzione nell'ambito di presunti favori ottenuti nella realizzazione di opere dopo il sisma del 6 aprile 2009, ed è proprio questo reato che è stato contestato a Verdini e Fusi. Secondo l'accusa, Fusi e Barattelli, che insieme ad altre due imprese aquilane, Vittorini Emidio ed Equizi-Marinelli, dopo il terremoto hanno costituito il consorzio Federico II, sono riusciti ad aggiudicarsi appalti grazie ai buoni rapporti intrattenuti con personaggi politici nazionali, tra i quali Verdini. 

L'indagine nasce dalle intercettazioni contenute nell'inchiesta sulla "cricca" fiorentina e i presunti appalti pilotati da parte della Protezione Civile che scoppiò a febbraio con diversi arresti di funzionari pubblici (tra cui Angelo Balducci, a capo del dipartimento delle Opere Pubbliche) e imprenditori (tra cui Diego Anemone e Pier Francesco Piscicelli), e l'iscrizione nel registro degli indagati dell'allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Al centro della vicenda aquilana la costruzione di un Musp, quello che ospita la scuola media "Carducci".