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Auto elettriche a prezzi fissi (dellʼenergia) e il car sharing diventa pop

Nella settimana dei motori lʼespansione di Volkswagen e Stellantis, ma anche il ritorno del metano e Renault che cede AvtoVaz a un rublo di Antonio Angione

Evviva, il metano ce lʼha fatta! Il gas naturale per autotrazione smette le piume da brutto anatroccolo dei carburanti e guadagna le stellette al merito del taglio delle accise. Addirittura sono state azzerate e in più lʼIVA è stata ridotta al 5%! Lʼingiustizia del precedente decreto che aveva escluso il metano dalle accise ridotte (unico carburante) è stata sanata ora dal nuovo decreto legge che “introduce misure urgenti in materia di accise e IVA sui carburanti”. Gli sconti alla pompa saranno in vigore fino allʼ8 luglio.

Dal Web

Prezzo fisso, mi ci ficco! ‒ Un vecchio slogan pubblicitario diceva che “il metano ti dà una mano”, ma lʼelettricità non vuol essere da meno nel dare il suo contributo agli automobilisti. Che ancora nutrono, sullʼauto elettrica, qualche scetticismo e lʼaumento dei prezzi dellʼenergia di certo non aiuta. La verità è che il successo dellʼauto elettrica passa per una ricarica facile e veloce, e magari anche a prezzi fissi. Ecco allora che il Gruppo Volkswagen ha deciso uniformare le tariffe di ricarica alle colonnine pubbliche per i suoi marchi Volkswagen, Skoda, Seat/Cupra. Prezzi fissi per kilowattora in tutta la rete di ricarica (oltre 310.000 in Europa) e non la varietà di prezzi da gestore a gestore e da colonnina a colonnina.

Ufficio stampa

Non è finita! Per dare slancio alla mobilità elettrica, Volkswagen introdurrà a metà 2022 la funzione “Plug&Charge”. Basta un aggiornamento software e tutte le auto elettriche della piattaforma MEB possono ricaricarsi con la massima facilità: basta inserire la spina e la presa riconosce lʼauto e il proprietario per i pagamenti. A usufruire del servizio saranno i clienti We Charge (Volkswagen), Powerpass (Skoda), Easy Charging (Seat/Cupra) e il nuovo brand Elli, oltre alle stazioni di ricarica rapida Ionity.

Ufficio stampa

Il car sharing diventa così più popolare e accessibile, meno premium. E anche gli attori della partita, che si gioca a livello globale, sono sempre più marchi auto generalisti e non “luxury”. Ma resisteranno le cars allʼondata di monopattini, scooter, biciclette e chissà quali altri veicoli in condivisione? Il timore è che il pesce grande mangi il pesce piccolo, che questi ne mangi uno ancora più piccolo e così via fino a quando un pesciolino ne inghiotte un altro con tanto di virus… e allora ciao ciao, con le mani, con i piedi…

Chi siete, dove andate? ‒ Hai passato il confine? Paga! ” Un fiorino!”, chiedeva il gabelliere di “ Non ci resta che piangere” a Benigni e Troisi. Oggi che in Europa sembra calata di nuovo la cortina di ferro, andare di qua e di là dalla frontiera costa e, visto lʼandazzo, Renault avrebbe deciso di privarsi di AvtoVaz (il costruttore russo delle Lada), cedendo la maggioranza ‒ il 68% ‒ allʼente statale russo di ricerca automobilistica Nami. Se le cose poi dovessero riaggiustarsi, nel giro di 5/6 anni Renault potrebbe riacquistare AvtoVaz. Il prezzo della cessione del 68% allo Stato russo? Un rublo! Chissà al cambio col fiorino del film quanto fa… Ritorno al passato!

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