politica

Federalismo, intesa governo-Regioni

Intesa raggiunta tra le Regioni e il governo, in Conferenza Unificata, sul decreto sul federalismo fiscale regionale. Il testo contiene anche i costi standard sulla sanità. L'esecutivo si impegna ad aggiungere 75 milioni nel 2011 ai 425 milioni di finanziamento del trasporto pubblico locale. Altri 420 milioni in più andranno nel 2011 alle Regioni per il fondo sociale europeo. In cambio le Regioni contrasteranno il fenomeno dei falsi invalidi.

Governo e Regioni propongono anche modifiche alla legge finanziaria da poco approvata in via definitiva dal Parlamento. Modifiche che servono a stabilire i parametri per considerare adempienti o meno le Regioni rispetto al patto di stabilità e che impegnano le Regioni a definire criteri di virtuosità.

I punti dell'intesa

- Il Governo "si impegna, per le esigenze di finanziamento del trasporto pubblico locale, ad assicurare, in aggiunta ai 425 milioni di euro previsti dalla legge di stabilità, ulteriore 75 milioni per l'anno 2011". 
- Il Governo si impegna ancora a fronte del "completo adempimento da parte delle Regioni a quanto stabilito in materia di fondo sociale europeo con l'accordo del 12 febbraio 2009 e con l'intesa sancita l'8 aprile 2009, a reintegrare i trasferimenti alle Regioni per un importo di 420 milioni di euro per l'anno 2011". Il Governo si impegna a prorogare questa intesa fino a giugno prossimo per promuovere un'ulteriore accordo per i due anni successivi. Queste spese vengono escluse dal patto di stabilita' interno per il 2011.
_ In cambio le Regioni si impegnano a contrastare il fenomeno dei cosiddetti falsi invalidi "al fine di qualificare la spesa pubblica" adottando con il Governo ogni iniziativa che si ritenga opportuna, a partecipare attivamente alla lotta contro l'evasione fiscale e a garantire la Cigs.
- Il Governo per chi rispetta il patto di stabilità interno si impegna a rivedere i tagli dei trasferimenti suscettibili di fiscalizzazione per il 2012.
- Vengono stabiliti alcuni criteri per definire le Regioni adempienti o meno al patto di stabilità. Questo attraverso una proposta di modifica alla legge di stabilità, contenuta nell'allegato all'intesa politica raggiunta tra Governo e autonomie. I parametri sono: impegnare spese correnti, al netto delle spese di sanità, in misura non superiore all'importo annuale minimo dei corrispondenti impegni effettuati nell'ultimo triennio. Dal canto loro le Regioni devono definire "criteri di virtuosità e modalità operative".

Errani: "Siamo solo all'inizio del percorso"
"Siamo solo all'inizio del percorso - ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine di riunioni che hanno avuto inizio stamane e si stanno concludendo solo ora - abbiamo evitato una situazione gravissima, in particolare sul trasporto pubblico locale. Dopo un lungo e difficile lavoro è stato fatto un passo avanti e abbiamo stretto l'intesa ma la strada sarà impegnativa e richiederà risposte concrete e puntuali".

Formigoni: "Coronamento semestre di grande impegno"
"Una giornata positiva a coronamento di un semestre di grande impegno": così il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato l'intesa  "Dopo mesi di trattative - dice Formigoni - abbiamo finalmente superato il grave empasse che si era aperto fin dal mese di giugno tra lo Stato e le Regioni, causato dalla manovra finanziaria nazionale. Abbiamo fatto bene a tenere duro a non deflettere mai dalla difesa delle nostre ragioni e anche dalla volontà  di dialogo e di raggiungere un accordo con il Governo". "L'accordo - precisa - è stato raggiunto sulla base della proposta formulata 15 giorni fa da Regione Lombardia, nota anche come "lodo Colozzi" e questo ci ha permesso anche di raggiungere un'intesa sul federalismo fiscale".

Cota: "Fatto epocale"
Per il governatore del Piemonte, Roberto Cota: "L'intesa appena raggiunta è un fatto epocale, sono molto soddisfatto". Poi ha rivolto un "sentito grazie al ministro Calderoli per il lavoro di paziente ricucitura che ha fatto". "Oggi abbiamo ottenuto quanto richiesto da sempre: il collegamento tra la manovra finanziaria e il federalismo fiscale e la garanzia delle risorse per il trasporto pubblico locale", ha commentato il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

Matteoli: "Accordo trasporti positivo"
"L'accordo sul trasporto pubblico locale, intervenuto oggi tra il Governo e le Regioni, nell'ambito della più ampia intesa sul federalismo fiscale, è positivo e rispecchia il lavoro e l'attenzione che abbiamo riservato al settore", ha osservato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli.

Fitto: "Piena soddisfazione"
Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro per Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto: "dopo una giornata di incontri e di lavoro chiudiamo con piena soddisfazione: c'è il parere favorevole delle Regioni sul decreto sul federalismo fiscale ed è stata definita anche l'intesa sulla delibera Cipe che riguarda una bella fetta del Piano per il Mezzogiorno".

De Filippo: "Non ci sono fondi aggiuntivi per il Mezzogiorno"
Mentre il governatore della Basilicata, Vito De Filippo, è critico: "Ancora una volta abbiamo verificato che fondi aggiuntivi per il Mezzogiorno non ve ne sono, con buona pace del tanto sbandierato Piano per il Sud utilizzato in queste ore dal Governo Berlusconi per accreditare una svolta che non c'è‚ nelle politiche in favore del Mezzogiorno". 

Calderoli: "Assolutamente infondate notizie sui tagli"
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Sono assolutamente infondate le notizie diffuse da alcuni organi di informazione da cui risulterebbe che nell'accordo sottoscritto nel pomeriggio dal Governo con le Regioni sarebbe prevista la cancellazione dei tagli previsti dal decreto legge 78/2010 e dalla Legge di Stabilità". Lo afferma Roberto Calderoli, ministro per la semplificazione normativa che aggiunge: "Mi sarebbe piaciuto poter fare questi tagli ma oggi, purtroppo, a causa della crisi economica internazionale, non siamo in condizioni di poterli fare, almeno per il momento".