Berlusconi al Senato ha lanciato un appello ai membri Fli, augurando una notte "che porti consiglio". Il premier si è detto pronto a rafforzare la squadra di governo e ha proposto un patto di legislatura a tutti i moderati. "Lasci prima del voto e ci asteniamo al Senato oppure saremo uniti per la sfiducia e poi governo con altra personalità di centrodestra", hanno replicato i finiani. "Basta, niente diktat, non lascio', ha chiuso il premier.
Questa mattina in una riunione alla quale hanno partecipato le colombe finiane, il Guardasigilli Angelino Alfano e alcuni 'pontieri' tra Fli e Pdl si era ipotizzata una possibile soluzione. Berlusconi era disponibile a farsi rimettere il mandato di tutti i ministri e ad azzerare il governo. Niente dimissioni ma la possibilita' di 'ricontrattare' tutta la struttura dell'esecutivo. La proposta e' arrivata sul tavolo di Fini ma e' stata, riferiscono fonti parlamentari di Fli e Pdl, rifiutata in quanto il presidente della Camera ritiene irrinunciabile il passaggio del passo indietro del premier. A quel punto i moderati di 'Futuro e liberta' hanno concordato con l'ex leader di An un documento in cui si richiedeva al premier la necessita', dietro precise garanzie, di salire al Colle. Altra proposta rifiutata, questa volta da Berlusconi.
Infine in serata le 'colombe' finiane hanno avanzato una nuova proposta: un 'passo indietro' rispetto alle posizioni attuali sia di Berlusconi che di Fini, la possibilita' per il premier di ottenere la fiducia anche se per un solo voto e poi di far presente a Napolitano dell'impossibilita' a governare. "Si tratterebbe di un impegno da parte di Berlusconi a riconoscere che andare avanti con uno scarto minimo e' impossibile, a quel punto il premier allargherebbe la maggioranza anche a Fli e a Udc...", ipotizza la fonte.
Anche questo progetto, pero', non sembra avere presa visto che esponenti di 'Futuro e liberta' gia' hanno fatto sapere che la terza carica dello Stato non e' d'accordo. Del resto anche il presidente del Consiglio, dopo aver lanciato un patto di legislatura ai moderati, non sembra disposto ad ulteriori concessioni. E dunque, anche se Silvano Moffa parla di "notte ancora lunga", a meno di clamorose sorprese si andra' alla conta. I finiani sono convinti che la mozione di sfiducia passera' di un voto, di parere opposto il Pdl: "superiamo l'ostacolo di Montecitorio di due o tre voti", si sostiene in via dell'Umilta'.
Fli e' spaccata, stanno tentando di tutto perche' Fini sa che se la mozione di sfiducia viene respinta e lui perde la faccia.
Silvio Berlusconi tira dritto. Ha l'appoggio di Bossi che minaccia si' le elezioni anticipate ma in caso di voto e' disponibile, spiegano dal Carroccio, ad un'alleanza con l'Udc con Casini che potrebbe questa volta conservare anche il suo simbolo. In realta' il presidente del Consiglio, una volta incassata la fiducia, ancora spera di allargare la maggioranza ai centristi, consapevole che la trattativa con il partito di via Due Macelli si aprira' a gennaio. Il passaggio di domani viene considerato cruciale a palazzo Grazioli, anche perche' qualora il presidente della Camera dovesse 'leggere' in Aula il dato della sopravvivenza dell'esecutivo, si ritroverebbe in casa, si riflette nel Pdl, con diversi parlamentari insofferenti pronti ad abbandonare Fli.
Il premier ha fatto vedere ad alcuni esponenti del Pdl alcuni sondaggi: Fini fuori dal centrodestra non prende voti, il suo bacino sarebbe a sinistra ma alla Camera non supererebbe il 4%. Discorso diverso al Senato dove il leader di Fli si presenterebbe in un listone con Udc, Api e Lombardo: in quel caso supererebbe la soglia dell'8% in quasi tutte le regioni rendendo alquanto incerto l'esito di palazzo Madama. Fini ai suoi oggi ha fatto una previsione: se passa la sfiducia si decompone il Pdl, si frantuma in mille pezzi. Berlusconi minaccia le elezioni - e' la tesi del presidente della Camera - ma non le vuole, anzi le teme.
Naturalmente dipende tutto dal voto: il presidente del Consiglio ha sentito piu' volte al telefono Moffa ed e' convinto che la Siliquini e Patarino possano disertare l'Aula. Anzi per quanta riguarda la Siliquini (voci di Transatlantico accreditano una offerta di un sottosegretariato alla Giustizia) potrebbe addirittura respingere la mozione. Nel Pdl c'e' chi nutre speranze anche in due deputati del Pd che non si presenterebbero in Parlamento. Indiscrezioni che non trovano fondamento. "Io votero' certamente la mozione di sfiducia", dice La Malfa che questa mattina ha incontrato, insieme a Paolo Guzzanti, il presidente della Camera. La Malfa riporta in pratica quello che e' il ragionamento di Fini e Casini: passa o non passa la mozione di sfiducia questo governo e' morto, ora bisogna capire solo se Berlusconi vuole travolgere tutti i deputati e l'intera legislatura.
Di tutt'altra opinione il premier che vuole archiviare definitivamente la convivenza con Fini che, tra alti e bassi, dura dal '94. Da domani si apre una nuova fase, o la va o la spacca, io sono fiducioso, ha ripetuto il premier ai parlamentari del Pdl in Aula.