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Planet Farms: puntare in alto per reinventare il futuro dell’agricoltura

Coltivazioni fuori suolo e tecnologiche per portare sulle tavole cibo sano, sostenibile e senza “stress” 

Tgcom24

Verticale come simbolo, ma anche come sistema produttivo. Verticale come progresso e come cambio di prospettiva. Del resto, chi guarda al futuro e cerca soluzioni per i problemi presenti punta decisamente in alto. Come fa Planet Farms, società leader nel vertical farming che sogna un’agricoltura sicura e sostenibile.

La sua mission è garantire tutto il gusto della natura senza privare il Pianeta delle sue risorse e per farlo ha costruito uno degli impianti più estesi al mondo di coltivazione fuori suolo. Dall’unione tra il meglio della tecnologia mondiale e il meglio della tradizione agronomica italiana nasce una risposta concreta al bisogno di prodotti agricoli sani, di alta qualità, a bassissimo impatto ambientale, disponibili tutto l’anno e alla portata di tutti.

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L’idea è nata da Luca Travaglini e Daniele Benatoff, che hanno creduto in un nuovo tipo di agricoltura, indoor e urbana. Planet Farms utilizza un sistema detto idroponico, una coltivazione fuori suolo in cui le piante crescono all'interno del substrato. Un tipo di agricoltura riproducibile ovunque, in città o in luoghi aridi. Il clima infatti non conta, tutto è supportato dalla tecnologia. Le vertical farms producono dove c'è esigenza e non dove ci sono le condizioni per poterlo fare, a differenza delle colture tradizionali.

Il risultato è un prodotto puro e controllato, senza uso di pesticidi, a km zero e soprattutto con un importante risparmio d’acqua. Le colture di Planet Farm in maniera del tutto naturale, senza essere esposte agli stress dovuti a intemperie, eccesso di calore, attacchi di parassiti e microorganismi patogeni e competizione con erbe infestanti.

Piante aromatiche e insalata crescono grazie a sistemi programmati, che svolgono lo stesso ruolo di madre natura, combinando alla perfezione e senza sprechi i suoi elementi: terra, acqua, aria e luce. Tecnologia che imita l'ambiente, rispettandolo.

Per sottolineare l’impegno di Planet Farms in un’ottica ambientale, Luca Travaglini ha evidenziato i vantaggi concreti del vertical farming durante il convegno “Agire per il clima nella filiera agroalimentare" svoltosi il 5 maggio all’interno della ventunesima edizione di “Cibus - Salone Internazionale dell’Alimentazione”. Il co-founder di Planet Farms ha ribadito il risparmio di suolo del 90% e quello di acqua del 95% garantiti dal sistema dell’azienda, oltre alla disponibilità dei prodotti 365 giorni l’anno indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne.

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Tutto ciò viene sperimentato nei laboratori di Planet Farms a Cinisello Balsamo e poi amplificato nello stabilimento di 9000 metri quadrati di Cavenago. Una filiera interamente integrata, dove entra un seme ed esce un prodotto finito, un sistema virtuoso di produzione alimentare in grado di garantire la sicurezza degli alimenti e di escludere shock climatici improvvisi capaci di compromettere il regolare approvvigionamento alimentare e le qualità del prodotto. Il sistema di produzione di Planet Farms si basa sui concetti di industria 4.0 e di automazione al servizio della natura. Un sistema di controllo da remoto monitora tutti i parametri vitali delle piante, evitando ogni contatto diretto con i prodotti che saranno poi sulle tavole. Inoltre, i dati raccolti durante la crescita sono preziosi per offrire un supporto a tutto il settore agronomico e fornire soluzioni ai problemi che affliggono le coltivazioni tradizionali in questo momento.

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La vertical farm lombarda vuole infatti contribuire a dare risposta ad alcune delle grandi sfide che il mondo deve affrontare, come il cambiamento climatico, l’urbanizzazione, la degradazione del suolo. Per farlo non vuole sostituirsi alle pratiche consuete, ma affiancarle per immaginare un futuro migliore. Planet Farms non è la fine dell’agricoltura in campo aperto, ma il suo completamento. Il vertical farming può aiutare realtà in cui produrre cibo è difficile per via delle crisi climatiche e per mancanza di spazio, tagliando il legame tra la produzione e un luogo specifico. Soprattutto può nell’immediato aiutare a sostituire i prodotti chimici e inquinanti con le nuove tecnologie, rendendo la filiera più sana e sostenibile, per il Pianeta e per tutti noi. Un modo nuovo per puntare sempre più in alto, nel segno dell’eccellenza e dell’innovazione.

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