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Elezioni Haiti, incidenti e brogli

Accuse pesanti sulle elezioni ad Haiti, l'isola caraibica colpita a gennaio da un sisma che ha provocato 300mila morti. Dodici dei 19 candidati alle presidenziali hanno chiesto l'annullamento del voto denunciando brogli e un complotto del governo del presidente Rene' Preval per ribaltare il risultato del voto a favore del candidato del partito al potere, Jude Celestin. Numerosi incidenti hanno segnato la giornata elettorale.

Mirlande Manigat e Michel Martelly, rispettivamente prima e terzo nei sondaggi elettorali, e altri candidati meno significativi si sono uniti in una dichiarazione comune per denunciare i brogli. "Non si può nemmeno parlare di frodi, è un vero e proprio sequestro delle elezioni", ha detto Patrice Dumpond, portavoce della Manigat.

Secondo voci che circolano in modo insistente, vi sarebbe uno scontro tra gli osservatori internazionali, e in particolare quelli dell'Organizzazione degli Stati Americani, che di fatto avrebbero constatato gravi irregolarità, e il vertice del Minustah (il corpo di pace dell'Onu) guidato da Edmond Mulet, che tende invece a minimizzare i problemi e a considerare regolari le operazioni di voto.

Durante la giornata, lo stesso Mulet si era affrettato a definire "tranquilla e pacifica" la situazione, con appena "incidenti minori". Tra questi "incidenti minori", ci sarebbe la distruzione completa di due seggi elettorali nella capitale e a Desdunes, dove le truppe internazionali hanno dovuto sparare in aria per disperdere una folla minacciosa, fomentata da agitatori armati di machete.

A Desdunes in particolare, sono dovuti intervenire numerosi blindati delle truppe brasiliane per evitare che i disordini si trasformassero in sommossa. Una ventina di persone sono rimaste ferite. ''La volontà del popolo sarà comunque rispettata - ha insistito Mulet - Ci sono solo piccoli problemi amministrativi''. Gli scrutini dureranno comunque vari giorni, un tempo sufficiente perché la comunità internazionale decida se queste elezioni possono essere considerate valide, anche perché difficilmente farne realizzare altre cambierebbe la situazione.