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Fini: "Governo Berlusconi continui"

Gianfranco Fini spera che l'esecutivo Berlusconi non cada. "Il mio auspicio è che il governo governi e si cambi l'agenda economica, si metta mano a quelle riforme che si attendono da vent'anni e continuano ad essere un'araba fenice e che si affronti anche il problema della sovranità". Ma, si chiede Fini, "non so come faccia Berlusconi ad essere così sicuro che se si votasse oggi avrebbe la fiducia della Camera. Decide il Capo dello Stato e non altri".

"Il voto non ci sarà"
"Nell'attuale legge elettorale c'è un premio di maggioranza che non risponde a una concezione propriamente democratica. Veniva definita legge truffa quella in cui se si aveva il 50.1 dei consensi si prendeva il premio di maggioranza. Oggi se un partito ha il 30%, un altro il 29% e un altro il 28%, chi ha il 30% prende il 55% dei seggi. Forse questo è il motivo per cui Berlusconi pensa di andare a votare e invece il voto non ci sarà", spiega il leader di Fli incontrando i 'Magnifici Cento', il movimento della società civile di Giuseppe Consolo.

"Appello alle forze responsabili"
"Gli esponenti della sinistra sono avversari ma non possono essere demonizzati. E' vero che loro lo fanno con Berlusconi, ma sarebbe più consono dire che ci sono responsabilità diverse e fare appello a tutte le forze responsabili perché l'unione può fare la forza e l'interesse generale deve prevalere sul personale".

"Governo non si accorge di ciò che accade intorno"
''Berlusconi dice che andare al voto sarebbe irresponsabile. Condivido pienamente. Ma come si definisce il comportamento di un governo che non si accorge di ciò che gli si muove intorno, che cosa si aspettano i cittadini''.

"Sono stato messo alla porta"
''Non ci sono traditori di qua come non ci sono camerieri di là. Noi non siamo scissionisti, ma da quando abbiamo i calzoncini corti siamo abituati a difendere le nostre idee''. "Non avevo alcuna intenzione di abbandonare il Pdl, sono stato messo alla porta di fatto. Berlusconi dice che non è vero? E' una clamorosa inesattezza, l'arte di arrampicarsi sugli specchi non ha limiti''. 

"Udc, non solo provocazione"
''Il governo deve cambiare agenda perché se persino una forza dell'opposizione come l'Udc dice che Berlusconi deve dimettersi e si deve fare punto e a capo per poi ripartire, questo non può essere considerato come una provocazione o un'offerta irricevibile''.