"Omnia Lux" Giuseppe Mestrangelo
Ex Distillerie Pietrasanta
Dal 10 novembre al 13 novembre
vernissage mercoledì 10 novembre ore 18:30
orari: dalle 15 all 21
LP LOCATION
PIETRASANTA
via Pietrasanta 8
MILANO
lightstudio.it
http://artistadiluce.blogspot.com
tel.02 3452289 - cell. 348 4121357
Da: "IL SOGNO COSTANTE" di Giuseppe Mestrangelo
...Verso i sedici anni mentre mi perdevo per le piazze italiane di De Chirico, con la stessa visione metafisica e un po' melanconica, immaginavo un luogo dove gli esseri umani intaccati dal " sogno costante " potevano esternare la propria esperienza fantastica, espressa in tutte le forme d'arte, un luogo dove i pensieri diventavano reali toccabili visibili, una sorta di torre d'avorio aperta a qualunque visitatore che avesse voluto entrare in una dimensione estranea ai " mondi in superficie "...
...non volevo imitare una fiera dell'arte o una sorta di biennale Veneziana, nel mio "sogno costante" il luogo era permanente disincantato, senza fini di alcun genere, aperto a tutti quegli artisti privi di senso pratico del proporsi al mercante al gallerista
o all' impresario.
Immaginavo un luogo "sacro" dove si incontrassero uomini puri...ne furbi ne opportunisti...diseredati dal fato dal ceto o da chissa quale trappola dell' esistenza umana...ovviamente pensavo a me stesso, riflettendomi in altri miei coetanei che iniziavano a loro volta la tortuosa strada del " sogno costante " chi con la musica chi con il teatro...io con il disegno la pittura e tutto ciò che riempiva i vuoti adolescenziali...erano gli anni delle arti post-cinetiche dei retaggi Futuristi e delle "psichedelie pindariche", facili e accattivanti sirene per giovani artisti di quel tempo...
...in parallelo, un po' per caso e un po' per "difetto" iniziai a manipolare la luce artificiale, applicandola poi negli anni all'illuminazione di opere d'arte... e lì la storia cambiò.
Quando si dice il fato o chissà quale trappola dell'esistenza umana...
Professionalmente ho studiato la fisica della luce per illuminare l'arte ma non ho mai smesso di comporre artisticamente...ovviamente la mia materia tecnica e compositiva è stata ed è tuttora inevitabilmente la luce o meglio i fotoni.
Lungo il percorso della mia professione ho progettato l'illuminazione più adeguata all'oggetto d'arte, da Raffaello a Keith Haring, i miei fotoni artificiali hanno dialogato con l'opera, cercando sempre una simbiosi tra luce dipinta e luce fotonica, tra luce oggettiva visibile e luce interiore, spesso nascosta, custodita o negata alla visione...
Ho indagato sulla luce del Piranesi di Vermeer di Seurat e di tutti quegli artisti " illuminati " facendomi sempre la stessa domanda...
...oltre il valore compositivo estetico e rappresentativo dell'opera, cos'era per loro la luce?...
...penso quasi sempre, non solo l'identificazione della forma col chiaroscuro, ma anche una luce emotiva o un buio interiore, personale, psicologico, variante e variabile...
...ad esempio cosa non ci mostra Michelangelo Merisi nel buio? cosa cela quella tenebra circostante la luce intensa di una figura?... cosa non può dire o non vuole dire?...per tanto senza nulla togliere alla particolare tecnica pittorica dove il chiaro domina sull'oscuro, metterei sullo stesso piano di interesse la concettualità intrinseca sia del buio che della luce di Caravaggio...
Penso, che gli artisti contemporanei che compongono l'opera fotonica, debbano con il loro lavoro, un tributo a tutti quegli artisti che con le cosi' dette materie classiche hanno raccontato egregiamente ogni emozione o disagio umano, esprimendolo con il buio la luce e tutte le sue varianti luminose.
L'artista fotonico contemporaneo non può concedersi banalità estetiche o estetismi di tendenza...non fosse altro per rispetto di chi nella storia dell'arte, con " semplici scalpelli pennelli e tavolozza " ha dipinto e scolpito la luce, visualizzando passioni e drammi oltre il limite concessogli dalla tecnica disponibile,... producendo capolavori .
L'artista fotonico oggi possiede molti e nuovi mezzi tecnologici per comporre un opera d'arte fotonica che rappresenti e concettualizzi la luce visibile e invisibile, e quelle percezioni sensoriali ed emotive che stanno fuori e dentro le cose, e in ogni essere umano.
Le illuminotecniche contemporanee sono molto sofisticate, per tanto si potrebbe dire che l'artista possiede una vera e propria
" tavolozza fotonica " con la quale può " dipingere " con più veridicità quel mistero che è la luce interiore per cui molti artisti nella storia dell'arte si sono tormentati nella composizione.
Carbone matita acquerello olio legno marmo vetro...
...ed ecco i fotoni "artificiali" non proprio contemporanei, mai contemplati tra le materie pure solide plasmabili scrivibili e descrittive...
Dai neon spaziali di Lucio Fontana a quelli cromatici di Dan Flavin, dai neon "Merziani" alle più recenti installazioni di Eliason...troppo poco è stato fatto, troppo poco è stato detto.
Per quanto si parli di luce applicata, o ancor meglio masticata nell'arte, poco sappiamo e diciamo di quale forza è capacità dirompente producano queste "frequenze fotoniche" quando le applichiamo al concetto compositivo in arte.
Comporre un opera d'arte con le materie definite classiche, quali l'olio il marmo la carta eccetera , presuppone la conoscenza meticolosa o accademica delle stesse...quando la materia è la cosi detta Luce, il fattore compositivo dell'opera cambia, (se non si vuole costruire una lampada)...tutto diventa o meglio dovrebbe divenire concetto luminoso, perché la luce con il suo peso la sua fotometria il suo colore, è come una tavolozza e per di più è di per se concetto....
PHOTONIC ART vuole essere la chiave di volta di un'arte antica che riguarda tutti quegli artisti che sia nel passato nel presente e nel futuro, hanno composto la luce interiore ed esteriore ad ogni cosa che riguardi le dinamiche umane.
G. M e s t r a n g e l o
Giuseppe Mestrangelo - 7 Marzo 1956 - Vive ed esercita la sua professione di lighting designer ed artista a Milano, dal 1971. Studia illuminotecnica e fisica della luce applicandola con successo allilluminazione di opere darte, tanto da rendere il suo studio una realtà unica nel suo genere. LIGHTSTUDIO.IT In parallelo, sviluppa la sua ricerca artistica che dalla grafica alla pittura, lo portano a sperimentare negli anni, luso della luce in varie forme di espressione compositiva. Studia espressione e gestualità corporea sulle teorie di Etienne Decroux con vari artisti della materia tra cui Marcel Marceau. Tra gli anni ottanta e novanta applica la tecnica della luce allopera darte creando una sintesi tra il lighting designer e lartista. Il suoi lavori contemporanei, consistono nella concettualizzazione del fattore compositivo FOTONICO applicato ad ogni forma di espressione.
giuseppe.mestrangelo@fastwebnet.it - tel. 02 3452289 - WWW LIGHTSTUDIO.IT